Manchette Tippi

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Eccellenze, “il ritorno in Sicilia” del giovane ingegnere Michele Bonsignore

Il Mezzogiorno, nonostante proclami propagandistici, è in piena crisi. Milioni di persone hanno scelto, come fecero decenni fa i loro nonni, di abbandonare il territorio meridionale. “Si tratta soprattutto di giovani il cui esodo sta provocando un fatale scadimento della qualità della forza lavoro e un drastico innalzamento dell’età media della popolazione residente”,
Però c’è chi anche chi si sottrae a questi numeri. Non chiamiamoli eroi, anche se le loro scelte hanno comunque in se qualcosa di eroico. Certamente sono intraprendenti, forse incoscienti, di gran lunga innamorati della propria terra e legati agli affetti.

Cosa vuol dire andare controcorrente? Decidere di tornare a vivere in Sicilia dopo essersi affermati lavorativamente in una città del Nord, ad esempio, non è una prassi molto frequente tra i giovani d’oggi. Ma c’è chi questo coraggio lo ha avuto e ha optato per un’inversione di tendenza: ossia continuare a lavorare nella propria terra d’origine. 

La redazione di primapaginamarsala.it ha contattato in questi giorni il giovane ingegnere Michele Bonsignore invitandolo a raccontarci della sua carriera e delle sue scelte.

Michele Bonsignore è genovese di nascita, ma si definisce siciliano di adozione perché figlio di genitori siciliani e perché per 29 anni circa ha vissuto nella città mazarese. Ha solo 35 anni, ma vanta un curriculum ricco di brillanti contenuti. Dopo il diploma al Liceo scientifico GB Ballatore di Mazara del Vallo, si è laureato in Ingegneria Civile all’Università degli studi di Palermo. Ha proseguito la sua formazione specialistica in Ingegneria Idraulica, dei Trasporti e del Territorio a Pisa, dove con la tesi dal titolo “le autostrade del mare nel sistema portuale siciliano” ha conseguito il "certificato di supplemento al diploma": etichetta di prestigio dalla Commissione europea per le lauree rilasciate dall'Università di Pisa. Vincitore di borsa di studio, continua ad affinare la sua formazione, conseguendo il Master multidisciplinare di II livello in materia ambientale presso l’Università degli studi di Palermo. In quel periodo si divide tra Mazara del Vallo, dove inizia la pratica professionale presso uno studio tecnico locale e contemporaneamente Trapani dove, con contratto di apprendistato presso l’Ufficio tecnico della Provincia, sviluppa competenze relative alla legislazione sulle OO.PP, sulla gestione e la manutenzione delle OO.PP., sulla progettazione degli interventi nell’ambito della viabilità, dell’edilizia pubblica e della portualità. Al contempo continua ad approfondire l’aspetto formativo frequentando numerosi corsi professionali. Sono gli anni della gavetta, che l’ingegnere vive con un’irrequietezza di fondo che lo sprona però a dare sempre il meglio, a pensare in grande, ad affrontare ogni sfida senza mai perdere la speranza, certo che sarebbe arrivato il suo momento.
Abilitato alla professione, intraprende l’attività di libero professionista che svolge tutt’ora, ricevendo svariati incarichi dalla committenza privata e pubblica, intervallando la stessa con l’attività di formatore e redattore editoriale di corsi sulla sicurezza sul lavoro previsti dal Testo Unico (D.Lgs. 81/08) presso Enti di formazione locali. Dal 2013 inizia a conoscere finalmente ambiti organizzativi e produttivi estremamente dinamici, ossia cantieri nel settore delle infrastrutture, dei metanodotti e dell’impiantistica, ricoprendo ruoli importanti ed interfacciandosi con società di grandi dimensioni del calibro di: Snam Rete Gas Spa, Saipem Spa, Salp Spa, Romana costruzioni Spa, Enereco Spa. Inizialmente viene infatti assunto dalla Salp Spa per i lavori civili, meccanici ed elettrostrumentali relativi all’Adeguamento del Terminale Snam di Mazara del Vallo come preposto con la qualifica di addetto del Servizio prevenzione e protezione e coordinatore emergenze. Successivamente lavora per la stessa società come Cost controller, al fine di stabilire e gestire il sistema di controllo costi di commessa e supportare il processo decisionale del Project Manager.
Affascinato dal mondo del pipeline, spinto da ambizione decide di lasciare la sua amata terra: “mi è stato offerto un contratto a tempo indeterminato, ottima retribuzione, cosa rara data la crisi e tanti benefit, insomma una proposta difficile da rifiutare e una grande occasione di crescita professionale”. Si trasferisce così nel 2015, in territorio marchigiano, precisamente a Corridonia (MC), dove resta per circa un anno ricoprendo il ruolo di HSE manager nella sede della Romana costruzioni Spa. E’ infatti il responsabile della gestione e coordinamento di tutte le attività relative all’ambito Health, Safety and Environmental nei progetti esecutivi di milioni di euro per la realizzazione di metanodotti e condotte in Italia. Soddisfatto da un punto di vista professionale, ma non personale, decide nel 2016 (“scelta non semplice”- l’ha definita lo stesso Bonsignore), di rinunciare a tutti, tornare e rimettersi in gioco in Sicilia seppur con mille dubbi, ma certo di una grande esperienza da rivendere. Dopo solo due mesi dal suo ritorno viene immediatamente chiamato, per conto dell’Enereco spa ad assumere il ruolo di supervisore lavori per una breve commessa presso Gangi, città dell’entroterra siciliana. Attualmente lavora come consulente tecnico, ricoprendo il ruolo (vedi foto di copertina) di responsabile e direttore dei lavori edili e di montaggio per la manutenzione e la costruzione di metanodotti ed impianti, nei territori di competenza di Snam Rete Gas del Distretto Sicilia -Centro di Mazara del Vallo. Ricordiamo inoltre che dal luglio 2017, Michele Bonsignore ha ricevuto dal Comune di Mazara del Vallo l’incarico di Responsabile servizio di prevenzione e protezione e servizi vari riguardante la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del 3° settore "servizi alla città ed alle imprese".

Abbiamo rivolto al giovane ingegnere alcune domande soprattutto relative al suo “ritorno in Sicilia”.  Michele sei consapevole d’aver raggiunto a soli 35 anni traguardi importanti?

Con molta umiltà ha così risposto: “Non mi sento assolutamente arrivato o realizzato; faccio ciò che volevo fare, per cui ho studiato e per di più ho deciso di farlo in un contesto territoriale e sociale come il nostro, che come immaginerete non è dei migliori. Ogni giorno imparo qualcosa e questo processo di apprendimento continuo richiede sacrifici ed uno approfondimento costante. Ammetto con onestà che spesso non è semplice avere responsabilità e pressioni, per non parlare del fatto che tale stress ha dei riflessi incisivi sulla vita personale, ma vado avanti mettendocela tutta, con orgoglio, passione, pazienza e caparbietà, caratteristiche a mio avviso imprescindibili per chi vuole svolgere questa tipologia di lavoro".

Cosa Ti è mancato durante il periodo lontano dalla Sicilia?

“Naturalmente la famiglia, la mia compagna, gli amici ma anche la bellezza delle nostre tradizioni, luoghi, sapori e odori unici al mondo: il blu intenso del mare che ti cattura, ma anche il giallo delle case costruite con il tufo, l’argento scintillante dei pesci sui banchi del mercato, il cuore rosso delle angurie, il bianco dei meloni trasportati dai camion su strade polverose, il grigio verde degli uliveti…”.

Qual è il messaggio di speranza che ti senti di dare ai tuoi conterranei?

“Occorre valorizzare le piccole cose, i luoghi a noi più cari, il nostro territorio. Conosco tantissimi miei coetanei siciliani con tante abilità e tanta intraprendenza e allora mi sento di dire: perché non metterla profondamente in pratica? Perché farsi sopraffare da questo senso di sfiducia, da questo “non c’è niente”?, “Perché non crederci ancora? Perchè dobbiamo essere sconfitti dalla mediocrità, dalla staticità, dall’inciviltà, dal nepotismo, dal disinteresse di politici? Il messaggio che, con semplicità, sento di lanciare vivamente, rivolgendomi ai miei amici, ai giovani, ma anche ai più piccoli, è quello di mettere in luce le proprie competenze, impegnarsi attivamente per il benessere del proprio territorio e con la collaborazione di tutti, poter finalmente riempire quel senso del “non c’è niente”. Certo non è facile, è un bell’impegno, occorre una grande dose di volontà e coraggio, però è proprio l’unione di tutti che fa la forza. È un mettersi in gioco, è una sfida, una bella sfida da cogliere e da portare avanti, per la bellezza e valorizzazione del nostro territorio.
È vero viviamo in una fase molto complessa e complicata. Però è anche vero che quando tutto sembra buio arriva quello spiraglio, quella “chiamata” che ti da la giusta carica per affrontare questa situazione di sconforto. Non è facile ma nemmeno impossibile..incrociamo le dita! L’importante è crederci!".

L'augurio che rivolgiamo a Michele è di raggiungere obiettivi sempre più prestigiosi per rafforzare l'idea di quanto la nostra terra siciliana sia piena di persone talentuose di cui vantarsi, speranza per gente costretta ad emigrare perchè non vede prospettive stabili per poter costruire un futuro sempre più precarizzato.

Francesco Mezzapelle

30-08-2017 16,00

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