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Marsala, la Guardia Costiera rileva infrazioni a motopesca mazarese. Altra operazione: sequestrati 9 esemplari di pesce spada

Due operazioni sono state condotte nei giorni scorsi dalla Guardia Costiera di Marsala al fine del rispetto delle leggi comunatarie e della tutela degli stock ittici. La prima, il 22 novembre, ha portato uomini della Circomare Marsala a rilevare una serie di infrazioni commesse da un peschereccio di Mazara del Vallo, che aveva chiesto l’autorizzazione ad entrare nel porto di Marsala per sbarcare il proprio pescato.

Nel dettaglio, i militari della locale Autorità Marittima hanno rilevato gravi discrepanze tra i quantitativi di pesca dichiarati dal Comandante del peschereccio ed i quantitativi effettivamente sbarcati, per un eccedenza di oltre 3 quintali. Tale quantitativo è stato quindi posto sotto sequestro.

La suddetta violazione è considerata, ai sensi dell’ordinamento comunitario, “infrazione grave”, con una sanzione accessoria di 3 punti da assegnare al Comandante dell’Unità ed alla Licenza di pesca.Le verifiche hanno poi permesso ai militari di rilevare altre infrazioni di natura documentale, punite dal Codice della Navigazione. Al termine delle operazioni sono state contestate violazioni per un importo totale di circa 5.000 euro (che potrebbero arrivare a 15.000 euro nel caso in cui non fossero pagate entro i termini di legge). Tutto il quantitativo (vedi foto), dichiarato commestibile dal medico veterinario dell’ASP, è stato devoluto in beneficienza alla Mensa fraterna Giorgio La Pira ed alla Onlus "Il Faro".

Un’altra operazione, nel corso della giornata del 23 novembre, attraverso una serie di verificheè emerso che uno dei pescherecci autorizzati alla pesca del pesce spada non abbia dichiarato l’intero pescato, frutto dell’ultima attività di pesca. In particolare, allo sbarco, si è accertato che 9 esemplari di pesce spada non fossero stati dichiarati.

Anche questa è considerata una “infrazione grave”, per la quale è prevista una sanzione pecuniaria tra 2.000 e 12.000 euro e pene accessorie che vanno dal sequestro del pescato, all’assegnazione di tre punti al comandante ed alla licenza di pesca, fino alla sospensione, tra 3 e 6 mesi, della licenza stessa. In caso di recidiva l’ordinamento nazionale prevede la revoca della licenza.
Tutto il quantitativo, dichiarato commestibile dal medico veterinario dell’ASP, è stato devoluto in beneficienza ad enti caritatevoli locali per il tramite del Banco Alimentare Siciliano.

Francesco Mezzapelle

24-11-2017 18,00

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