A Marsala il mare diventa sale: natura, aree protette e futuro per le Saline di Sicilia da tutelare

Redazione Prima Pagina Marsala

NOTA STAMPA

La Riserva Naturale Orientata “Saline di Trapani e Paceco” ha partecipato venerdì 18 settembre all’incontro, promosso dal CEA Lilibeo nell’ambito del Festival dei libri e della cultura “Il mare colore dei libri – Pagine in cammino”.

All’incontro hanno partecipato Luisa Tumbarello educatrice ambientale e referente del Centro, Francesco Picciotto del Servizio Aree Naturali Protette, Siti Natura 2000 e Sviluppo Sostenibile della Regione Siciliana, Silvana Piacentino Direttrice della Riserva Naturale Orientata WWF “Saline di Trapani e Paceco”; Cesarina Perrone del Club per l’UNESCO Marsala, Carlo Incammisa del Club per l’UNESCO Trapani e Antonino Rallo del Gruppo Giovani a sostegno della candidatura MaB UNESCO “Saline di Sicilia”.

Uno spazio centrale dell’incontro è stato dedicato da Francesco Picciotto all’Educazione alla Terra, un approccio che supera la semplice trasmissione di nozioni e propone esperienze capaci di coinvolgere direttamente le persone attraverso i sensi, l’esplorazione, la partecipazione e la dimensione emotiva, facendo sì che la natura non venga percepita come qualcosa di esterno alla nostra vita, ma come il sistema del quale facciamo parte e dal quale dipendiamo. Picciotto ha così ripreso alcuni dei temi già affrontati il 5 giugno scorso, sempre presso il CEA Lilibeo, nel corso della giornata interamente dedicata all’Educazione alla Terra e all’Interpretazione Ambientale.

Per il WWF Italia, Ente Gestore della Riserva, la partecipazione a questo incontro offre l’occasione per ribadire un principio parlando di gestione delle aree protette, è emersa una parola centrale: “limite”. Una parola spesso percepita negativamente, come sinonimo di impedimento ma che nella gestione degli ecosistemi assume un significato diverso. La natura ha dei limiti e gli ecosistemi hanno una capacità definita di sopportare le pressioni esercitate dalle attività umane.

Non tutto può essere fatto ovunque o allo stesso modo e non tutto può essere fatto senza limiti.

La presenza dell’uomo e le attività umane non sono necessariamente incompatibili tuttavia con la tutela, anzi possono, rappresentare come avviene proprio nelle saline con la produzione del sale parte integrante della storia e dell’identità dei luoghi.

Le saline della Sicilia occidentale sono un esempio significativo, un paesaggio plasmato e modellato nel tempo dal lavoro dell’uomo, ancora oggi luogo di produzione del sale, ma al tempo stesso zona umida di straordinaria importanza fondamentale per la conservazione della biodiversità e per numerose specie vegetali ed animali.

È proprio questa complessità a rendere le saline un luogo privilegiato nel quale affrontare i temi della sostenibilità. Non si tratta di contrapporre l’uomo alla natura, ma di comprendere quali attività possano continuare a svilupparsi senza compromettere gli equilibri ecologici sui quali si fonda il valore stesso di un territorio. Quando questa soglia viene superata, il rischio è quello di compromettere proprio quel patrimonio naturale e paesaggistico sul quale spesso si fondano anche l’identità e l’economia di un territorio.

Le aree protette assumono, da questo punto di vista, una funzione essenziale, la tutela non deve essere interpretata soltanto come un insieme di vincoli amministrativi ma come la necessità di riconoscere che esistono equilibri naturali che non possono essere continuamente spostati in avanti in funzione delle esigenze economiche.

Il tema diventa allora quello della responsabilità, comprendere fino a dove è possibile intervenire e riconoscere il momento in cui è necessario fermarsi.

Nelle saline questo rapporto tra uomo e natura è particolarmente concreto l’uomo ha utilizzato per secoli il sole, il vento, il mare e le caratteristiche del territorio per produrre il sale, costruendo nel tempo un sistema produttivo che ha contemporaneamente contribuito a creare ambienti di grandissimo interesse per l’avifauna e per la biodiversità.

È in questo contesto che si inquadra il percorso della candidatura MaB UNESCO “Saline di Sicilia, il programma Man and the Biosphere pone, infatti, al centro la relazione tra l’uomo e la biosfera, la candidatura rappresenta quindi non soltanto il riconoscimento del valore naturalistico e paesaggistico di questi territori, ma anche un’occasione per costruire una visione comune capace di coinvolgere istituzioni, comunità locali, giovani, operatori economici, associazioni e soggetti impegnati nella tutela.

Gli interventi di Cesarina Perrone, Carlo Incammisa e Antonino Rallo hanno richiamato proprio il valore della partecipazione sottolineando l’importanza di costruire intorno alle saline una comunità sempre più consapevole del patrimonio che possiede, a partire dalle scuole e da percorsi di conoscenza rivolti alle nuove generazioni.

L’educazione ambientale diventa così uno degli strumenti fondamentali per accompagnare questo processo. Conoscere un territorio significa infatti imparare a leggerne non soltanto la bellezza, ma anche la fragilità. Da qui il senso dell’Educazione alla Terra richiamata durante l’incontro: non limitarsi a spiegare la natura, ma creare le condizioni perché le persone possano sentirsi parte di essa e comprendere che ogni scelta individuale e collettiva produce conseguenze sull’ambiente nel quale viviamo.

L’incontro ha consolidato il lavoro in rete già avviato sul territorio tra la Riserva, parte del sistema regionale delle aree naturali protette, il CEA Lilibeo, i Club per l’UNESCO e il Gruppo Giovani, nel percorso condiviso della candidatura MaB UNESCO “Saline di Sicilia”.

Il WWF Italia, in qualità di Ente Gestore della Riserva, richiama quindi l’attenzione su un patrimonio la cui conservazione non può essere data per acquisita una volta per tutte. La tutela delle zone umide richiede una comunità consapevole del loro valore e capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Custodire un territorio significa anche riconoscerne i limiti.

WWF Italia Ente Gestore R.N.O. Saline di Trapani e Paceco