Allarme bomba e scontro sulla competenza territoriale, il maxi processo Hydra rimane a Milano

Redazione Prima Pagina Marsala

Una mattinata ad altissima tensione ha segnato l’avvio del processo "Hydra" a Milano (rito ordinario), l’inchiesta sulla presunta super-alleanza mafiosa in Lombardia tra 'Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra. Poco prima dell’inizio dell’udienza, l’aula bunker di via Filangieri è stata evacuata a causa di un allarme bomba: durante la bonifica, un cane dei carabinieri cinofili ha segnalato con insistenza i banchi della difesa. L’intervento immediato degli artificieri ha poi accertato che si trattava di un falso allarme, permettendo ai giudici di entrare in aula seppur con un inevitabile ritardo.

Superata l'emergenza, il Tribunale ha sciolto la riserva sulla competenza territoriale, respingendo l'eccezione principale sollevata dai difensori dei 45 imputati. I legali puntavano a spostare il processo a Busto Arsizio, individuando nel comune di Dairago (marzo 2021) il luogo di nascita del consorzio criminale. I giudici della sesta sezione penale hanno invece dato ragione alla Direzione Distrettuale Antimafia, stabilendo che la genesi dell'accordo risale a un summit del giugno 2020 in un ristorante di Inveruno, blindando così il procedimento nel capoluogo lombardo.

Il collegio ha rigettato quasi tutte le istanze difensive, escludendo tuttavia i Comuni di Abbiategrasso e Busto Arsizio dalle parti civili per vizi nei tempi di presentazione, e prosciogliendo un imputato già giudicato a Cosenza per gli stessi reati.

Con l'apertura ufficiale del dibattimento, alla presenza del Procuratore capo Marcello Viola, i pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane hanno delineato i contorni di quella che si preannuncia come un'istruttoria imponente. La DDA ha depositato nuovi verbali secretati di collaboratori di giustizia e ha presentato una lista monumentale di 484 testimoni, tra cui quasi trecento investigatori e numerosi pentiti. L'obiettivo dell'accusa è dimostrare che non si è trattato di una mafia silente dedita solo agli affari finanziari, ma di una struttura capace di imporre il proprio controllo sul territorio attraverso estorsioni, intimidazioni e metodi violenti, fino a un presunto caso di lupara bianca.