Appalti e mazzette all'ombra di Cosa Nostra: la Procura di Palermo chiede sei processi

Redazione Prima Pagina Marsala

La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha depositato le richieste di rinvio a giudizio per sei persone e per la società An.Sa srl, scaturite da un'indagine nata a Castelvetrano che ha svelato un intreccio tra criminalità organizzata, massoneria e burocrazia regionale. I Pubblici Ministeri Gianluca De Leo, Bruno Brucoli e Maria Pia Ticino contestano a vario titolo i reati di corruzione aggravata per aver agevolato Cosa nostra.

Al centro del sistema figurano l'ingegnere favarese Carmelo Vetro, 41 anni, già condannato in passato per associazione mafiosa e figlio del defunto boss Giuseppe; il fratello Salvatore Vetro e il cognato Antonio Lombardo. Secondo l'accusa, la famiglia Vetro avrebbe gestito un meccanismo illecito per ottenere l'affidamento di lavori pubblici in Sicilia, aggirando i controlli e stringendo accordi con alti funzionari della Regione attraverso mazzette singole comprese tra gli 8 mila e i 30 mila euro.

La richiesta di processo colpisce direttamente i vertici dell'amministrazione pubblica: il dirigente del Dipartimento regionale alle Infrastrutture Giancarlo Teresi, 68 anni, a cui sarebbero state pagate tangenti per complessivi 59.500 euro, e il funzionario regionale Francesco Mangiapane, 67 anni, destinatario di 10.000 euro. Coinvolto nel medesimo filone anche l'imprenditore Giovanni Aveni, 68 anni.

Le condotte illecite riguardano in particolare tre importanti interventi sulla costa siciliana: il dragaggio e la rimozione di 400 tonnellate di posidonia dal porto di Marinella di Selinunte, la manutenzione straordinaria dei fondali nel porto di Donnalucata e il rifacimento della spiaggia di Spinasanta a Scicli. La posizione dell'ex europarlamentare e burocrate Salvatore Iacolino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stata invece stralciata per ulteriori accertamenti. Il giudice per l'udienza preliminare Rosario Di Gioia ha già fissato la data della prima udienza preliminare.