ASP Trapani, scandalo referti: i periti confermano che i vertici regionali erano informati
L'inchiesta sullo scandalo dei tumori all'Asp di Trapani segna un punto di svolta drammatico durante l'ultimo incidente probatorio davanti al gip Massimo Corleo. Al centro del dibattimento si trova la gestione di tremila esami istologici mai completati nei tempi previsti, una negligenza che ha avuto conseguenze dirette sulla vita di numerosi pazienti oncologici. Tra le testimonianze più toccanti resta quella dell'insegnante mazarese Maria Cristina Gallo, la cui denuncia diede il via alle indagini e che è stata ascoltata in videoconferenza poco prima della sua scomparsa.
I periti nominati dal Tribunale Lorenzo Livi, Vincenzo Nardini e Paolo Procaccianti, hanno analizzato minuziosamente oltre cinquecento pagine di relazione tecnica per definire le responsabilità dei diciannove indagati. Secondo quanto emerso in aula, la crisi del reparto di Anatomia Patologica tra Trapani e Castelvetrano era cronaca di un collasso annunciato, una condizione strutturale nota da anni. La carenza di personale e i concorsi andati deserti rappresentavano una criticità già ampiamente documentata e portata a conoscenza anche dell'assessorato regionale alla Salute ben prima del 2024.
L'aspetto più critico evidenziato dagli esperti riguarda l'inerzia amministrativa e politica di fronte all'aggravarsi della situazione. Nonostante la gravità dei fatti, non sarebbero state organizzate riunioni di verifica né interventi d'urgenza. Solo dopo che il caso è diventato di dominio pubblico, l'amministrazione sanitaria ha attivato protocolli di collaborazione con altre strutture per smaltire l'arretrato, una soluzione che secondo i periti poteva essere adottata molto prima per evitare i ritardi diagnostici. Mentre per alcune posizioni secondarie si ipotizza lo stralcio, il focus dell'indagine conferma una colpa organizzativa diffusa che parte dai vertici locali per arrivare fino ai tavoli della Regione Siciliana. La conclusione dell'incidente probatorio è stata fissata per il mese di giugno, a causa di un rinvio tecnico dovuto all'assenza di uno dei legali della difesa.