Azione: “Sulla salute mentale si è fatto troppo poco, mancano personale e strutture”

Redazione Prima Pagina Marsala

“Nonostante il tema sia molto sentito, il sistema di servizi territoriali di salute mentale del nostro Paese soffre strutturalmente della carenza di personale e risorse, tanto che l’82% dei pazienti interrompe il percorso terapeutico a causa di queste difficoltà. Lo abbiamo fatto presente al ministro della Salute Schillaci, sottolineando anche le 72 mila firme raccolte per la campagna ‘Diritto a star bene’ per la diffusione di una rete di sostegno psicologico diffusa, gratuita e accessibile e ricordando come i giovani siano toccati dal disagio psicologico”.

Lo dichiarano la vicepresidente di Azione, Giulia Pastorella e il vicecapogruppo di Azione alla Camera, Fabrizio Benzoni in occasione del question time con il ministro della Salute Orazio Schillaci.

“Il ministro Schillaci - proseguono i deputati - ha evidenziato come la salute mentale sia una delle priorità del Paese, ma siamo convinti che, allo stato attuale, l’intero sistema non sia in grado di prendere in carico le difficoltà di un giovane e di accompagnarlo nel corso del tempo. Da un lato, infatti, è difficile intercettare il disagio dei ragazzi, dall’altro si affronta un percorso in salita con lunghe attese, la carenza di organico per la mancanza di psicologi, psichiatri, educatori, neuropsichiatri infantili e luoghi in cui intercettare il problema, come associazioni sportive, oratori, le scuole.

Il tutto è aggravato da una disparità territoriale ed economica che non consente a tutti di potere accedere velocemente alla cura. La salute mentale non si affronta con i voucher o con cinque incontri di supporto come previsto dal servizio ‘AscoltaMi’ nelle scuole che è arrivato troppo tardi. Quando un ragazzo chiede aiuto, la risposta dello Stato deve essere totale”.

La dichiarazione del Segretario Provinciale di Azione Trapani, Salvatore Ficili

“Le criticità sollevate da Giulia Pastorella e Fabrizio Benzoni le viviamo ogni giorno anche nel nostro territorio: liste d’attesa lunghe, pochi psicologi e neuropsichiatri infantili, famiglie costrette a rivolgersi al privato, quando possono permetterselo. In provincia di Trapani il disagio giovanile cresce, ma i servizi territoriali non hanno né il personale né le risorse per intercettarlo per tempo, nelle scuole come nei luoghi di aggregazione. La salute mentale non può dipendere dal codice di avviamento postale o dal reddito delle famiglie: serve una rete di sostegno psicologico pubblica, gratuita e realmente accessibile, come chiede la campagna ‘Diritto a star bene’. Come Azione Trapani continueremo a portare questa battaglia nelle istituzioni locali”.

Lo dichiara Salvatore Ficili, Segretario Provinciale di Azione Trapani.

Il testo integrale dell’interrogazione presentata al Ministro della Salute

Al Ministro della salute - Per sapere, premesso che:

il sistema dei servizi territoriali di salute mentale è da tempo interessato da una grave carenza di personale e di risorse economiche adeguate, dalla quale derivano difficoltà nel garantire la continuità della presa in carico dei pazienti;

secondo quanto riportato dalla Società italiana di psichiatria, l'82,2 per cento dei pazienti assistiti dai servizi specialistici interromperebbe il percorso terapeutico senza un accordo con i medici, mentre solo circa il 10 per cento delle interruzioni avverrebbe per conclusione del piano terapeutico. Ciò a causa delle lunghe liste d'attesa, della carenza di operatori e delle difficoltà di accesso ai servizi territoriali;

il finanziamento della salute mentale rappresenta circa il 3 per cento del Fondo sanitario nazionale, mentre il Collegio nazionale dei direttori dei dipartimenti di salute mentale avrebbe evidenziato la necessità di incrementare del 30 per cento il personale specializzato con un investimento di almeno 2 miliardi aggiuntivi;

a risentire maggiormente di tali criticità sarebbero soprattutto i giovani, per i quali la continuità terapeutica e un'efficace rete territoriale rappresentano strumenti essenziali per prevenire l'aggravarsi del disagio psicologico, l'abbandono scolastico, le difficoltà di apprendimento e l'isolamento sociale;

in tale prospettiva, anche la scuola dovrebbe rappresentare un presidio fondamentale per l'individuazione precoce delle situazioni di fragilità e per l'attivazione di percorsi di presa in carico integrati con i servizi territoriali di salute mentale;

lo scorso 28 maggio, il Ministero dell'istruzione e del merito ha attivato il servizio “AscoltaMi”, il quale, tuttavia, è limitato a solamente determinate classi di studenti e prevede l'erogazione - una sola volta nel corso dell'anno scolastico - di un voucher per cinque incontri di supporto psicologico e, pertanto, non può garantire un percorso terapeutico efficace;

la continuità terapeutica rappresenta un elemento essenziale per prevenire marginalità sociale e situazioni di grave disagio, e richiede interventi strutturali volti ad assicurare livelli uniformi di assistenza sull'intero territorio nazionale, nella piena consapevolezza che il benessere psicologico dovrebbe rappresentare un diritto fondamentale egualmente riconosciuto e garantito a tutti - :

quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare al fine di rafforzare i servizi territoriali di salute mentale, con particolare riferimento al supporto psicologico rivolto ai giovani, anche attraverso il rafforzamento dell'integrazione tra le istituzioni scolastiche e i servizi territoriali di salute mentale, e la definizione di standard nazionali uniformi per garantire livelli omogenei di assistenza psicologica e psichiatrica sull'intero territorio nazionale.