Blitz dell'Ispettorato del Lavoro nel trapanese: quattro attività chiuse per irregolarità e sicurezza

Redazione Prima Pagina Marsala

L'offensiva contro il lavoro sommerso e la mancata tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro ha segnato un punto importante nell'ultima settimana in provincia di Trapani. Il personale ispettivo del Contingente INL Sicilia ha condotto una serie di verifiche a tappeto che hanno interessato sia i cantieri edili sia i pubblici esercizi, operando in alcuni casi in stretta sinergia con l'INPS. L'esito delle operazioni è pesante: quattro attività imprenditoriali sono state raggiunte da provvedimenti di sospensione immediata a causa della presenza di lavoratori irregolari e di gravi carenze strutturali nei sistemi di prevenzione infortuni.

Il settore dell'edilizia si conferma una delle aree più critiche sotto il profilo della regolarità contrattuale. In un cantiere ispezionato nella provincia, i funzionari hanno accertato che due operai su tre erano impiegati completamente in nero. Questa scoperta ha fatto scattare la sospensione dell'attività imprenditoriale accompagnata da una sanzione di 2.500 euro, a cui si sono sommate le pesanti maxi-sanzioni previste per il lavoro irregolare e le multe per l'omessa formazione obbligatoria del personale.

Nello stesso sito edile, l'intervento degli ispettori tecnici ha portato alla luce scenari ancora più preoccupanti sul fronte della sicurezza. È stato infatti adottato un secondo provvedimento di stop dovuto all'elevato rischio di caduta dall'alto. I tecnici hanno contestato alla ditta affidataria una sanzione di 3.000 euro per l'assenza del Pimus, il piano necessario per il montaggio dei ponteggi, aggravata dalla mancanza di ancoraggi sicuri e protezioni adeguate. Le responsabilità si sono estese anche ai vertici della gestione del cantiere, con prescrizioni specifiche verso il Coordinatore per la Sicurezza e richiami formali al committente per non aver vigilato correttamente sull'operato delle imprese coinvolte.

Il raggio d'azione dei controlli si è poi spostato verso le attività commerciali e di servizi. In una rivendita di ricambi gli ispettori hanno riscontrato la totale assenza di un piano di emergenza ed evacuazione, una mancanza che ha portato alla chiusura temporanea del locale e a una sanzione di 2.500 euro. Analogo destino è toccato a un esercizio commerciale sospeso per la mancata elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi, atto fondamentale per garantire la salute dei dipendenti.

L'ultima fase dell'operazione, svolta in supporto all'INPS, ha interessato un'autocarrozzeria locale. Anche in questo caso le autorità hanno individuato un lavoratore in nero su due presenti, procedendo con il blocco dell'attività e l'irrogazione di una multa da 2.500 euro che si aggiunge alle penali per l'irregolarità dei rapporti d'impiego e l'assenza dei corsi di formazione sulla sicurezza.