Che fine ha fatto il padiglione Covid di Marsala? L'affondo dell'ex sindaco Alberto Di Girolamo

Redazione Prima Pagina Marsala

Duri interrogativi dell'ex sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, sul mancato completamento del padiglione Covid e sulla situazione del nuovo pronto soccorso. 

Di seguito il comunicato integrale:

Egregio direttore, che fine ha fatto il padiglione covid? 

Era il tre dicembre del 2020, quando in pompa magna l’assessore regionale alla salute, on. Razza, insieme a tanti politici locali, regionali e al sindaco Grillo , dichiarava che Marsala presto avrebbe avuto un grande padiglione con otre 100 posti letto, più terapia intensiva, radiologia, pronto soccorso, laboratori, tutti dedicati, e sarebbe diventato un centro Hub per le malattie infettive della Sicilia occidentale. Da medico, visto l’emergenza del Covid avevo proposto più volte di realizzare subito un prefabbricato per 40/50 posti letto, più tutto il resto, come stavano facendoti tante regioni del nord Italia, per velocizzare e risparmiare. 

Ma in Sicilia siamo grandiosi con i soldi pubblici e molto bravi a sperperarli. Naturalmente il governo regionale ha optato per il grande padiglione, per un costo dicevano intorno ai 20 milioni di euro, tanto, erano stati stanziati dal governo nazionale, proprio per il Covid. Praticamente un nuovo ospedale. Con il passare dei mesi grazie a varie denunce pubbliche e inchieste giornalistiche, visto che i lavori non iniziavano, ma c’era la grande gru ferma per mesi e un viale di palme alte quanto o più del nuovo padiglione che ancora doveva nascere, (quanto saranno costate gru e palme?), si andava scoprendo che non c’era né il progetto esecutivo e nemmeno i tanti soldi sbandierati. Forse anche questi, come quelli dei sottopassi, sono stati dirottati verso altre province. 

Sono passati gli anni, la virulenza del Covid si è notevolmente attenuata, ma l’infezione non è scomparsa, così come le malattie infettive ne’ il rischio di altre epidemie, ma i due piani sono stati aboliti con un tratto di penna, come se avessero scherzato. Praticamente è scomparso il grande centro per le malattie infettive. Ebbene da qualche anno i vertici dell’Asp che si succedono, in media uno ogni anno, (come si può gestire la salute di oltre quattrocentomila cittadini quando si è provvisori?), parlano solo del seminterrato, da utilizzare come nuovo pronto soccorso al posto di quello esistente e che l’avrebbero aperto: “al più presto, a breve, a giorni”. Ma siamo sempre in attesa. Nel frattempo saranno state acquistate sicuramente nuove e costose apparecchiature, letti monitorati, elettrocardiografi, defibrillatori, forse una apparecchiatura per fare le TAC e tanto altro. Sono ancora imballate o saranno alla mercé della polvere ? 

Se collaudate, come dovrebbero essere, la garanzia è già scaduta o sta per scadere prima dell’entrata in funzione? Nessuno, in un paese normale, avrebbe mai speso tutti quei soldi, chi dice otto chi dieci, per un nuovo pronto soccorso, sicuramente non necessario. Ma una volta realizzato e forse terminato, perché non viene ancora aperto? Cosa aspettano? Certo passare dal progetto di un grande centro per malattie infettive con 100 posti letto, a un semplice pronto soccorso, chiuso per giunta, solo in Sicilia e nell’Asp di Trapani puo’ accadere e nel silenzio della politica e delle varie istituzioni, buoni a farsi foto e a promettere grandi cose, silenziosa quando ci sarebbe da alzare la voce.

Nel frattempo il reparto di malattie infettive con pochi posti letto è dentro l’ospedale per acuti, naturalmente regolarmente isolato ma non certo con tutti gli spazi e le tecnologie che avrebbe potuto e dovuto avere. Entro il 2026, l’ospedale di Marsala può avere almeno il nuovo pronto soccorso con relativo personale? O il governo Schifani aspetta le prossime elezioni regionali e nazionali, che saranno nel 2027? 

Al danno la beffa. 

Dott. Alberto Di Girolamo