Codice della strada: multe fino a 18mila euro per chi abbandona rifiuti dall'auto
Basta una sosta momentanea, l'apertura dello sportello e il lancio di un sacchetto di spazzatura per deturpare l'ambiente. Scenari di inciviltà quotidiana che adesso rischiano di costare carissimo ai trasgressori, grazie alle novità introdotte dal nuovo decreto-legge che modifica il codice della strada. Le regole diventano severissime per chi abbandona i rifiuti dai veicoli.
Il nuovo quadro normativo prevede sanzioni pecuniarie pesanti, che possono arrivare fino a 18.000 euro, accompagnate dalla possibile sospensione della patente. Nei casi in cui l'immondizia venga sversata vicino a corsi d'acqua, aree protette o zone già compromesse sotto il profilo ambientale, si rischia addirittura l'arresto fino a cinque anni e mezzo. Il provvedimento traccia una netta distinzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi: per piccoli gesti come gettare un mozzicone di sigaretta o un fazzoletto, così come lattine o bottiglie, le multe arrivano comunque a 1100 euro.
La vera rivoluzione riguarda le modalità di accertamento.
In passato, l'utilizzo delle telecamere di videosorveglianza urbana o delle fototrappole per sanzionare l'abbandono dei rifiuti (che è un reato o un illecito ambientale regolato dal Testo Unico Ambientale) si scontrava spesso con zone grigie giuridiche legate alla privacy, alla tutela dei dati personali e alla tipologia di telecamere autorizzate. Spesso i ricorsi dei cittadini venivano vinti perché le apparecchiature non erano considerate conformi o pienamente utilizzabili per multe automatiche sul codice della strada o ambientali senza la contestazione immediata.
La normativa ha introdotto una responsabilità oggettiva o presunta del proprietario del veicolo anche per gli illeciti ambientali legati all'abbandono di rifiuti. Il fotogramma della targa estratto da una telecamera a norma diventa, per legge, prova sufficiente per avviare il procedimento sanzionatorio nei confronti del proprietario, anche se il suo volto non è chiaramente visibile o se non è stato fermato nell'immediatezza.
Quindi, il decreto ha aggirato la necessità dell'identificazione certa del conducente in diretta (la flagranza nel senso comune del termine per questo tipo di reati) equiparando la gestione di questo illecito a quella di molte infrazioni stradali, dove la targa basta per multare il titolare del mezzo, a meno che non dimostri il furto.
Adesso le regole cambiano radicalmente: basterà un fotogramma della targa catturato dalle telecamere di sorveglianza comunali, autostradali o persino da impianti privati per far scattare la sanzione. Una volta identificato il proprietario del mezzo, il verbale arriverà direttamente a casa.