La furia di Harry sulla Sicilia: ecco i Comuni nel trapanese che potranno ottenere i risarcimenti
L'eccezionale ondata di maltempo scatenata dal ciclone Harry ha lasciato una scia di distruzione in tutta la Sicilia, spingendo la Protezione Civile regionale a redigere un elenco ufficiale dei comuni colpiti per l'attivazione dei risarcimenti. Sebbene la furia dell'evento si sia concentrata con particolare intensità nel settore orientale dell'isola, la provincia di Trapani figura tra i territori pronti a ricevere i sostegni economici necessari per far fronte ai danni subiti da cittadini e imprese.
Nel trapanese, la geografia dei danni tocca centri nevralgici della costa e delle isole, includendo realtà come Marsala e Mazara del Vallo, oltre a Castelvetrano e Campobello di Mazara e Petrosino. L'inclusione in questo documento ufficiale, curato dal capo della Protezione Civile Salvo Cocina, rappresenta un passaggio fondamentale che trasforma una statistica di emergenza in una concreta opportunità di ristoro per il tessuto produttivo locale. Anche le zone a forte vocazione turistica e agricola come San Vito Lo Capo, Custonaci sono state inserite nel piano di rientro dei danni, così come le isole di Pantelleria e Favignana, duramente messe alla prova dalla forza degli elementi.
L'inserimento di questi comuni nella delibera di stato di calamità naturale permetterà di attingere ai primi fondi già stanziati dalla Regione Siciliana. Mentre nel resto dell'isola si contano situazioni critiche, per il territorio trapanese la priorità resta ora la quantificazione dei danni alle infrastrutture e alle proprietà private per accelerare l'iter dei rimborsi e garantire una rapida ripartenza dopo il passaggio di Harry.
Oltre al trapanese, il provvedimento regionale abbraccia l'intera isola, con il nucleo più critico individuato nelle province di Catania, Messina e Siracusa, dove i danni a porti, stabilimenti balneari e lungomari sono stati devastanti. Anche l'area di Palermo ha pagato un tributo pesante, con decine di comuni coinvolti — dal capoluogo a Cefalù, fino alle zone interne di Corleone e Gangi — e l'Autorità Portuale chiamata a gestire l'emergenza sulle banchine. Spostandosi a sud e nel cuore della Sicilia, l'elenco della Protezione Civile include numerosi centri dell'Agrigentino, del Ragusano, dell'Ennese e del Nisseno.
Proprio in provincia di Caltanissetta, un caso di particolare gravità riguarda Niscemi, dove le previsioni della Protezione Civile si sono rivelate purtroppo profetiche. Già prima del culmine dell'evento, le relazioni tecniche avevano segnalato un forte aggravamento della frana che insiste sul versante ovest dell'abitato; il movimento franoso si è poi concretizzato nel weekend con il crollo di oltre 4 chilometri di costone roccioso, travolgendo strade e abitazioni. Harry ha dunque colpito duramente non solo i centri costieri, ma anche il fragile assetto idrogeologico dell'entroterra, lasciando oggi il comparto agricolo e civile in attesa dei ristori per poter ripartire.