Dell'Utri a processo per i 42 milioni di Berlusconi: l'accusa è violazione antimafia
Il GUP di Milano, Giulia Marozzi, ha disposto il rinvio a giudizio per l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e per sua moglie, Miranda Ratti. Al centro del dibattimento processuale, che inizierà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale, ci sono i flussi finanziari per circa 42 milioni di euro ricevuti nell'arco di un decennio attraverso numerosi bonifici partiti dai conti di Silvio Berlusconi.
L'impianto accusatorio ipotizza la violazione della legge Rognoni-La Torre. La normativa antimafia impone infatti a chi ha subito condanne definitive per reati di stampo mafioso, come nel caso di Dell'Utri condannato per concorso esterno, l'obbligo di comunicare tempestivamente ogni variazione patrimoniale di rilievo. Secondo la ricostruzione dei magistrati, queste somme non sarebbero mai state dichiarate agli organi competenti.
Oltre alla mancata comunicazione delle variazioni patrimoniali, la Procura contesta anche il reato di trasferimento fraudolento di valori. Tale accusa riguarda in particolare 15 bonifici, per un valore totale di 8 milioni di euro, versati direttamente a Miranda Ratti. Gli inquirenti ritengono che questa operazione fosse finalizzata a eludere le rigide misure di prevenzione patrimoniale previste dal codice Antimafia.
Il fascicolo, inizialmente aperto dalla Dda di Firenze nell'ambito delle indagini sulle stragi del 1992, è approdato a Milano dopo che i legali della difesa hanno ottenuto il trasferimento per competenza territoriale. Sebbene una parte delle donazioni sia già caduta in prescrizione, il Tribunale di Milano ha confermato il sequestro preventivo di oltre 10 milioni di euro già eseguito nella primavera del 2024. Per l'accusa, il denaro versato dall'ex premier rappresentava un compenso destinato a garantire la propria impunità.