Domani a San Vito Lo Capo la proiezione de "Il Paradiso Salvato"

Redazione Prima Pagina Marsala

Se negli anni Settanta fosse stato realizzato il grande impianto petrolchimico progettato nel Golfo di Macari, oggi probabilmente non esisterebbero i colori della Baia di Macari, non esisterebbe la spiaggia del Bue Marino, eletta tra le più belle d'Italia, e non esisterebbe quel patrimonio paesaggistico che ogni anno richiama decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Quella straordinaria porzione di Sicilia occidentale compresa tra Castelluzzo, Macari, Monte Cofano e San Vito Lo Capo, che oggi molti propongono di valorizzare ulteriormente attraverso nuove forme di tutela ambientale, avrebbe potuto avere un destino completamente diverso: ciminiere, serbatoi, petroliere e impianti industriali al posto delle spiagge, delle scogliere e delle acque cristalline che oggi rappresentano uno dei simboli turistici più importanti dell'intera Isola.

È questa la storia raccontata da "Il Paradiso Salvato", il docufilm d'inchiesta firmato dai giornalisti Nicola Biondo e Giacomo Di Girolamo, che sarà proiettato domani, venerdì 5 giugno 2026, alle ore 9.30, al Teatro Comunale di San Vito Lo Capo.

L'iniziativa, organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo guidato dal sindaco Francesco La Sala, si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, prestigioso riconoscimento che sottolinea il valore storico, culturale e civile di un progetto dedicato a una delle più importanti battaglie ambientali della storia italiana.

Alla proiezione parteciperanno le scolaresche del territorio insieme alle autorità istituzionali e ai rappresentanti degli enti locali (San Vito Lo Capo, Custonaci e Il Libero Consorzio Comunale di Trapani hanno dato il patrocinio) in una mattinata che vuole trasformare la memoria storica in uno strumento di riflessione sul presente e sul futuro della Sicilia.

Una battaglia che cambiò il destino della costa trapanese

"Il Paradiso Salvato" ricostruisce la mobilitazione che nei primi anni Settanta riuscì a fermare un gigantesco progetto industriale destinato a sorgere nel Golfo di Macari.

Nell'estate del 1970 il gruppo petrolifero ISAB presentò infatti un piano da 50 miliardi di lire per realizzare una raffineria da 14 milioni di tonnellate annue. Un progetto che prometteva poche centinaia di posti di lavoro ma che avrebbe trasformato per sempre il paesaggio e l'economia della costa nord-occidentale della Sicilia.

Attraverso documenti inediti, immagini d'archivio e testimonianze dei protagonisti, il documentario ricostruisce i numeri e le conseguenze di quella scelta. A fronte di appena 250-300 posti di lavoro industriali promessi, il rischio era quello di compromettere definitivamente il sistema economico fondato sulla pesca, sulle saline e sulle tonnare storiche di Favignana, Bonagia e Scopello, attività che garantivano occupazione a oltre 36 mila persone. Gli studi dell'epoca evidenziavano inoltre il pericolo di un gravissimo impatto ambientale per l'intera costa occidentale siciliana.

Il voto storico del 30 novembre 1970

Il racconto culmina nella storica seduta dell'Assemblea Regionale Siciliana del 30 novembre 1970. Dopo settimane di mobilitazione popolare e un intenso confronto politico, tutte le forze presenti all'ARS, dai comunisti ai liberali, decisero di convergere su un ordine del giorno unitario che impegnava il Governo regionale a vietare la costruzione di raffinerie e nuovi impianti industriali nelle aree e nei comprensori turistici della Sicilia.

Fu una decisione destinata a entrare nella storia. Quel voto unanime sancì definitivamente il "No" alla raffineria di Macari e dimostrò che la tutela del paesaggio e dell'ambiente poteva diventare una scelta politica condivisa oltre le appartenenze ideologiche.

Grazie a quella battaglia, la costa tra San Vito Lo Capo e Custonaci è oggi conosciuta nel mondo come simbolo di bellezza, turismo sostenibile e qualità ambientale.

Scheda del docufilm

"Il Paradiso Salvato" racconta una storia siciliana fatta di tre miracoli civili.

Il primo è il Golfo di Macari, tra San Vito Lo Capo, Custonaci e Monte Cofano, scampato all'inizio degli anni Settanta a un enorme progetto petrolchimico che avrebbe trasformato uno dei paesaggi più belli del Mediterraneo in un'area industriale.

Al centro di quella battaglia emerge la figura di Vincenzo Occhipinti, assessore regionale che nel 1970 costruì una rete ecologista ante litteram capace di smontare le promesse dello sviluppo petrolchimico e di indicare un'altra idea di futuro per la Sicilia occidentale, fondata sul paesaggio, sul turismo, sulla pesca e sulla bellezza come bene comune.

Il secondo miracolo è la nascita della Riserva Naturale dello Zingaro, figlia della stessa stagione culturale e civile e della convinzione che il territorio non sia uno spazio da consumare, ma un patrimonio da custodire.

Il terzo miracolo riguarda il presente e le nuove sfide che interessano la costa trapanese, a partire dal dibattito sul progetto del Marina Resort. Una vicenda che ripropone la domanda centrale del documentario: un paradiso salvato una volta può essere perduto di nuovo?

Attraverso documenti, testimonianze, immagini d'archivio e riprese contemporanee, "Il Paradiso Salvato" racconta Macari non come una semplice cartolina, ma come una scelta morale e politica. È la storia di una Sicilia che, almeno per tre volte, ha saputo dire no alla devastazione e sì alla bellezza.

La proiezione di domani rappresenta il primo appuntamento pubblico di un più ampio progetto giornalistico promosso dall'Associazione Network che, dopo l'anteprima di San Vito Lo Capo, proseguirà con nuove proiezioni, incontri pubblici, conferenze e la realizzazione di un podcast dedicato ad approfondire una vicenda che continua a parlare al presente e al futuro della Sicilia.