FUNIERICE, la funivia dei dubbi e della discordia tra cifre ufficiali e ritardi
Erice - Continua a far discutere la gestione della funivia di Erice tra slittamenti nei cantieri, conti che superano i 4,5 mln di euro e richieste di trasparenza bollate come semplice "livore" politico, e commenti da leoni da tastiera. A fare chiarezza tra le pieghe dei documenti ufficiali, smontando la narrazione rassicurante dell'amministrazione comunale, è la consigliera del gruppo di opposizione Simona Mannina che abbiamo ascoltato ai nostri microfoni:
Consigliera Mannina, facciamo un passo indietro. A maggio scorso, veniva indicato il 30 settembre per la ricollocazione delle cabine, mentre oggi si parla dell'avvio dei lavori a settembre. Cosa è cambiato da allora?
È esattamente quello che vorremmo sapere. Il 6 maggio, in una risposta ufficiale, il sindaco Toscano scriveva che una cabina era già stata prelevata per le prove e che le altre sarebbero state asportate e ricollocate a gruppi entro il 30 settembre. Adesso apprendiamo che i lavori, inizialmente previsti a maggio, partiranno soltanto a settembre. Evidentemente il programma è cambiato. Chiedere perché non è polemica: è leggere un calendario.
Toscano ha spiegato che è intervenuta una proroga concessa da ANSFISA. Ritenete sufficiente questo chiarimento?
Basterebbe pochissimo: pubblicare la proroga. Sappiamo dagli atti che ANSFISA l'ha concessa con nota del 7 marzo 2026 e che viene indicato il termine del 30 novembre. Vorremmo però leggere quella nota, sapere quando sia stata richiesta, quali siano esattamente le sue motivazioni e soprattutto a quale intervento e a quale scadenza si riferisca. Perché c'è un dato che resta: il 6 maggio, quindi due mesi dopo quella proroga, la stessa Sindaca continuava a indicare il 30 settembre 2026 per la ricollocazione delle 42 cabine. Se oggi quel programma è cambiato, chiediamo semplicemente di sapere quando, perché e sulla base di quale atto. Quando una domanda nasce da un documento, la politica dovrebbe rispondere con un documento.
C'è poi la questione dei costi. Si è parlato molto dei 3,5 milioni destinati alla manutenzione ventennale. È questa la cifra complessiva?
No. I 3,5 milioni sono reali, ma non rappresentano l'intero investimento. Lo dice il bilancio 2025 di FuniErice, non l'opposizione. A quella manutenzione si aggiungono il restauro delle cabine e la sostituzione della fune traente, per quasi 800 mila euro, interventi che la stessa società precisa non rientrare nella manutenzione ventennale. E soprattutto FuniErice quantifica gli investimenti complessivi in oltre 4,7 milioni di euro. Possiamo discutere di politica quanto vogliamo, ma con il bilancio della propria partecipata è più difficile litigare. Ritengo importante questo chiarimento perché 3,5 milioni e oltre 4,7 milioni non sono la stessa cifra. Se si decide di raccontare ai cittadini quanto si sta investendo sulla funivia, bisogna raccontarlo per intero. Altrimenti l'informazione è parziale. E la cosa curiosa è che non siamo noi a fare i conti: li ha già fatti FuniErice.
Negli atti compare anche una variante dell'appalto principale. Di cosa si tratta?
La determina dell'Amministratore unico n. 10 del 13 aprile 2026 porta la commessa principale a 3.950.222,37 euro al netto dell'IVA, compresi gli oneri della sicurezza. Praticamente 4 milioni. Poi ci sono gli altri interventi. Per questo chiediamo un quadro economico complessivo: appalto, variante, fune, cabine, somme pagate e somme ancora da pagare. Con oltre 4,7 milioni di investimenti, la trasparenza dovrebbe essere normale amministrazione, non una provocazione dell'opposizione.
Si discute anche delle condizioni delle cabine e della pulizia straordinaria effettuata sull'impianto. Qual è la vostra posizione?
Sporco e deteriorato sono due parole diverse. Nella risposta del 6 maggio è la stessa prima cittadina ericina a scrivere che le tappezzerie erano “da tempo deteriorate”. E ANSFISA ha prescritto un restauro integrale che riguarda vetri, sedili e carrozzeria. Se fosse stata soltanto una questione di pulizia, evidentemente non sarebbe servito un restauro integrale. Anche qui, più che le polemiche, parlano gli atti.
In questa vicenda è stato ricordato anche che Graffer, affidataria degli interventi principali a Erice, è coinvolta in un'indagine della Procura di Belluno relativa alla cabinovia di Cortina. Ritiene che questo elemento debba entrare nel dibattito?
Con estrema cautela. Quella vicenda riguarda un'altra opera e altri fatti, è un'indagine in corso e non esiste alcuna responsabilità accertata che possa essere automaticamente trasferita ai lavori di Erice. Sarebbe scorretto fare diversamente. Ma proprio perché bisogna evitare suggestioni, il metodo migliore resta sempre lo stesso: massima trasparenza sugli atti dell'appalto di Erice, sulle varianti, sui tempi e sui costi. E soprattutto non abbiamo bisogno della vicenda di Cortina per porre domande: gli interrogativi sulla funivia di Erice nascono già dai documenti di FuniErice.
Al di là dei singoli aspetti, il confronto sulla funivia ha assunto toni molto accesi, si parla di livore politico, di leoni da tastiera, e si bramerebbero fallimenti. Cosa risponde a queste accuse?
Che possiamo lasciare i leoni allo zoo, il livore alla propaganda e tornare agli atti. Noi abbiamo posto domande precise su date, costi e proroghe. Se le risposte ci sono, si mostrino i documenti. È molto semplice. Quanto a chi “bramerebbe fallimenti”, trovo l'affermazione persino paradossale: controllare come vengono spesi oltre 4,7 milioni di euro non significa sperare in un fallimento, significa fare il proprio dovere. Le polemiche servono a distrarre. Gli atti, invece, hanno il brutto vizio di restare.