I Guardiani del Territorio intervengono sul presente e sul futuro della DOC Marsala

Redazione Prima Pagina Marsala

Il vino Marsala non è soltanto un prodotto enologico: è storia, identità, paesaggio, lavoro e reputazione internazionale di un intero territorio. Eppure, da troppi anni, la DOC Marsala vive una condizione di progressivo indebolimento, che non può più essere ignorata né rinviata. I Guardiani del Territorio sentono oggi il dovere di lanciare un appello pubblico e responsabile a tutti gli attori coinvolti – produttori, istituzioni, mondo agricolo, operatori culturali e turistici – e, in modo particolare, ai futuri candidati alla guida della città di Marsala, chiamati nella prossima primavera a presentare una visione credibile per lo sviluppo del territorio. Errori stratificati nel tempo La situazione attuale della DOC Marsala non è frutto del caso, ma il risultato di scelte sbagliate e mancate scelte, protratte per decenni: • l’assenza di una strategia di valorizzazione coerente e continuativa; • la perdita di riconoscibilità del Marsala sui mercati internazionali; • l’incapacità di difendere l’identità del vino da banalizzazioni e utilizzi impropri del nome; • il progressivo distacco tra denominazione, territorio e qualità percepita. Il ruolo del Consorzio di Tutela In questo contesto, non possiamo non evidenziare la grave inefficienza dell’attuale Consorzio di Tutela, che non è riuscito a svolgere pienamente il proprio ruolo di: • difesa della denominazione; • promozione qualificata; • coordinamento tra i produttori; • interlocuzione autorevole con le istituzioni regionali e nazionali. Una denominazione senza una governance forte e credibile è una denominazione fragile, esposta, marginale. Un disciplinare fuori dal tempo Ancora più urgente è il tema del disciplinare di produzione, che oggi non risponde alle esigenze di un vino che vuole competere nel mercato internazionale contemporaneo.

Il disciplinare attuale: • non incentiva in modo chiaro la qualità e la territorialità; • non dialoga con l’evoluzione dei consumi e dei mercati; • non valorizza pienamente il legame con il paesaggio e con la storia produttiva; • non offre strumenti adeguati ai produttori che puntano all’eccellenza. In particolare, il Marsala Vergine dovrebbe rappresentare il vertice qualitativo e identitario della denominazione, con un percorso chiaro e credibile verso il riconoscimento della DOCG, oggi invece completamente assente dal dibattito istituzionale. Il rischio di mettere da parte ciò che funziona Esiste inoltre un atteggiamento culturale, purtroppo ricorrente nella storia siciliana, che riteniamo necessario denunciare con chiarezza: la tendenza a mettere da parte ciò che abbiamo di buono, anziché rafforzarlo e farlo evolvere.

Oggi assistiamo a un dibattito – per molti aspetti interessante e stimolante – sul riconoscimento UNESCO dei vini fortificati, promosso da gruppi di portatori di interesse attivi a Marsala e in altre aree del Mediterraneo. Questo percorso va salutato positivamente, perché valorizza una tradizione produttiva comune e apre riflessioni culturali di ampio respiro. Tuttavia, riteniamo inaccettabile e pericoloso che tale dibattito venga utilizzato, implicitamente o esplicitamente, per: • mettere in secondo piano la DOC Marsala; • rinviare ancora una volta la sua riforma; • evitare il nodo centrale della qualità, della governance e del disciplinare; • sostituire una strategia di rafforzamento della denominazione con nuove strade, per quanto affascinanti. Non si può prima mandare alla deriva il Marsala, svuotarlo di valore e identità, e poi cercare legittimazione culturale altrove.

Il riconoscimento UNESCO, se mai arriverà, non può e non deve sostituire la centralità del Marsala DOC, né tantomeno il suo naturale percorso evolutivo verso la DOCG. Un appello alla politica e alla comunità Rivolgiamo quindi un appello chiaro: • agli stakeholder territoriali, affinché smettano di inseguire scorciatoie e assumano una responsabilità collettiva; • alle istituzioni locali, perché riconoscano il Marsala come asset strategico di sviluppo; • ai futuri candidati sindaco, affinché inseriscano nei loro programmi un impegno concreto per: ✓ la riforma del disciplinare, ✓ il rilancio del Consorzio di Tutela, ✓ il percorso verso la DOCG del Marsala Vergine. Marsala non ha bisogno di nuove etichette simboliche se prima non mette ordine in casa propria.

Ha bisogno di coraggio, visione e scelte chiare. I Guardiani del Territorio continueranno a vigilare, proporre e stimolare il dibattito pubblico, perché il Marsala torni a essere un grande vino, espressione autentica di un grande territorio.