Il Presepe Vivente di Ciavolo, emozioni e numeri di una prima edizione storica

Redazione Prima Pagina Marsala

Marsala – Il 6 gennaio si è chiusa ufficialmente la prima edizione del Presepe Vivente Ciàvolo, ma ciò che resta va ben oltre una data sul calendario. Resta una comunità che si è messa in cammino, che ha creduto in un progetto nato in poche settimane e che, giorno dopo giorno, ha preso forma fino a diventare uno degli eventi più partecipati e sentiti del Natale nel territorio. Dal 26 dicembre al 6 gennaio, per sette giornate di apertura, Ciàvolo ha accolto migliaia e migliaia di visitatori, arrivati da tutta la provincia di Trapani e da diverse parti della Sicilia.

Non un semplice presepe, ma un racconto vivo, costruito dentro e intorno agli spazi della Parrocchia Maria SS. della Cava, capace di unire fede, tradizione, identità e partecipazione popolare. Un progetto che ha scelto consapevolmente di ambientare la Natività in una Sicilia antica, rurale e autentica, sintetizzata nel messaggio che ha accompagnato l’intero percorso: “Gesù nasce a Ciàvolo”.In questa prima edizione, accanto alla guida spirituale di don Marco Laudicina, l’organizzazione e la coerenza del percorso hanno trovato un punto di forza nella direzione artistica di Nicola Anastasi e nel contributo operativo e comunicativo di Enzo Amato Màs, insieme nel duo Trikke e Due Cabaret – Enzo & Nicola. Per la parte logistica, è stato importante anche il supporto dell’Amministrazione comunale, con un servizio navetta che ha facilitato l’accesso nelle giornate di maggiore affluenza.

Dalla fatica alla bellezza: una sfida collettiva vinta insieme.

Il Presepe Vivente Ciàvolo nasce in un contesto tutt’altro che semplice. Novembre e dicembre sono stati segnati dal maltempo, con piogge insistenti, freddo e tempi stretti, oltre alla naturale incertezza di una prima esperienza assoluta. Eppure, contro ogni previsione, la comunità ha scelto di andare avanti. Ha costruito, provato, corretto, migliorato. Ha sbagliato, ha imparato e ha trovato un equilibrio giorno dopo giorno.Il primo giorno, il 26 dicembre, è stato travolgente: quasi 2.000 persone hanno attraversato il percorso. Un successo che ha messo alla prova l’organizzazione, costretta a confrontarsi con numeri superiori a ogni aspettativa. Un momento di rodaggio, affrontato con umiltà e spirito di servizio. Da lì in poi, però, il presepe è cresciuto, serata dopo serata, fino a raggiungere una piena maturità nelle giornate successive e, soprattutto, nell’ultima giornata dell’Epifania.

Presepe Vivente Ciàvolo: la magia quando cala il buio.

Uno degli aspetti più raccontati dai visitatori è stata la trasformazione del presepe al calare della sera. Tra le 17.00 e le 19.00, quando la luce naturale lasciava spazio alle illuminazioni più soffuse, il percorso cambiava volto. I silenzi diventavano più intensi, le scene più suggestive, gli sguardi più attenti. Famiglie, bambini, anziani e gruppi di amici camminavano lentamente, soffermandosi davanti alle botteghe, ai mestieri, alla capanna della Natività.Al centro del racconto, circa 100 figuranti, tutti volontari, in costume d’epoca, impegnati non solo a “recitare”, ma a vivere la scena. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni postura è stata parte di un lavoro condiviso. Un presepe senza improvvisazioni, costruito su attenzione, rispetto dei ruoli e spirito comunitario.

Sapori, profumi e convivialità: la Sicilia che si racconta a tavola.

Elemento distintivo del percorso sono state le degustazioni, parte integrante del racconto. Non un contorno, ma un linguaggio ulteriore per parlare di tradizione e memoria. Lungo il cammino, i visitatori hanno condiviso pane e olio extravergine d’oliva, uova, lenticchie, zabbina siciliana, ricotta, formaggi, calia, miele, patate, pomodori secchi e vino Marsala.Sapori semplici, offerti con amore, che hanno creato momenti di incontro spontaneo. Bambini curiosi, adulti emozionati, anziani che riconoscevano gesti e profumi di un tempo. La visita diventava così un’esperienza completa, da vivere con lentezza, dialogo e condivisione.

I Re Magi e l’ultima giornata dell’Epifania.

Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, ha rappresentato il momento più simbolico e intenso. Nonostante fosse una giornata di festa, l’affluenza è stata altissima, segno di un interesse che non si è affievolito con il passare dei giorni. L’arrivo dei Re Magi ha chiuso il percorso in modo solenne ed emozionante, regalando ai visitatori un quadro finale carico di significato.Tra i Re Magi, anche Francesco Anastasi, figlio del direttore artistico, impegnato a suonare il tamburo: un’emozione doppia, personale e collettiva, che ha reso quel momento ancora più autentico. Alla serata finale ha preso parte anche il sindaco Massimo Grillo, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un evento capace di valorizzare il territorio e la sua comunità.

Don Marco Laudicina: “Un piccolo grande miracolo”.

La guida spirituale e il cuore pulsante del progetto restano quelli di don Marco Laudicina, che ha definito questa esperienza “un piccolo grande miracolo”.“Si è chiuso martedì il primo Presepe Vivente di Ciavolo, ma ciò che resta è qualcosa di molto più grande di un evento: resta un’esperienza di comunità, di fede, di amore condiviso. È stato un piccolo grande miracolo. Con poche risorse, ma con tanta buona volontà, in poche settimane è nato qualcosa che ha parlato al cuore di tutti noi.

Un grazie speciale va a i Trikke e Due Cabaret - Enzo & Nicola Enzo Amato Más e Nicola Anastasi, per la direzione artistica, per la comunicazione e per il grande lavoro di coordinamento, svolto con passione e dedizione. Grazie alla mia amata comunità della Parrocchia Maria Santissima della cava - Ciavolo, che ha creduto in questo sogno e lo ha fatto proprio, senza risparmiarsi, mettendo tempo, fatica e cuore. Grazie all’Associazione Circolo Maria SS. della Cava per il supporto e la collaborazione.

Grazie ai bambini, ai giovani, agli adulti, ai gruppi parrocchiali, ai pastori, alle associazioni, all’Amministrazione Comunale e ai tantissimi volontari: ognuno ha lasciato un segno, ognuno è stato essenziale. Grazie alle tante persone che sono venute a visitare il nostro Presepe Vivente e che hanno saputo coglierne la bellezza più vera: non solo quella artistica, ma quella fatta di mani che lavorano in silenzio, di sorrisi, di servizio offerto con amore e umiltà. Abbiamo voluto raccontare la Natività di Gesù dentro la nostra antica tradizione siciliana, tra mestieri, sapori e profumi di una Sicilia che forse non esiste più, ma che vive ancora nel profondo di chi sa riconoscere il valore delle piccole cose, nate dal sacrificio e dal sudore.

Soprattutto, grazie al Signore, che ci ha accompagnati passo dopo passo, facendoci sentire la Sua presenza viva e concreta… una presenza che si è manifestata anche nel tempo che ci ha sorriso, regalandoci giorni sereni. Grazie di cuore a tutti. E, Dio piacendo, questo è solo l’inizio: al prossimo anno con la seconda edizione del Presepe Vivente di Ciavolo”.

Nicola Anastasi: una direzione artistica che diventa gesto collettivo.

La visione artistica del presepe è stata affidata a Nicola Anastasi, alla sua prima direzione artistica di un presepe vivente. Un ruolo affrontato con rigore, sensibilità e rispetto per le persone coinvolte. Accanto a lui, Enzo Amato Màs, nel ruolo di spalla organizzativa e umana, ha contribuito a trasformare le idee in azioni concrete e a tenere insieme comunicazione, ritmo del percorso e armonia generale.“Dalla grotta del Presepe Vivente di Ciàvolo, quando le luci si abbassano e il silenzio prende il posto delle voci, resta ciò che conta davvero: una comunità che ha creduto, che ha perseverato, che ha camminato insieme con rispetto e con amore.

In questa immagine ci siamo noi nella scena finale: io, i tre Re Magi, Enzo Amato Màs, Gesù, Giuseppe e Maria, Don Marco Laudicina. Ma dietro questo momento c’è il lavoro di tantissime persone: volontari, figuranti, famiglie, chi ha costruito, chi ha organizzato, chi ha accolto, chi ha curato ogni dettaglio, spesso in silenzio. Non è stato solo un presepe. È stato un gesto collettivo. È stata fede vissuta. È stata identità. È stata Ciàvolo. Grazie a chi c’è stato. Grazie a chi ha lavorato nell’ombra.

Grazie a chi ha creduto fino alla fine. Da questa grotta non portiamo via solo una foto. Portiamo via qualcosa dentro”.E, guardando al dopo-presepe, il direttore artistico ha sottolineato anche un aspetto decisivo: la crescita avvenuta in corsa. Una prima edizione che ha richiesto disciplina e ascolto, soprattutto nei momenti di massima affluenza, per restare coerenti con lo stile scelto, con i costumi, con l’atteggiamento dei figuranti e con il modo di accogliere e servire le degustazioni. Una responsabilità condivisa che, sera dopo sera, è diventata orgoglio comune.

Enzo Amato Màs: “Non è solo una foto, è una comunità”.

Tra le immagini simbolo di questa prima edizione, quella del maxi gruppo con oltre 100 persone racchiude il senso profondo dell’esperienza. Lo racconta Enzo Amato Màs, spalla del direttore artistico e parte attiva dell’organizzazione.“Questa foto non è solo una foto. È una comunità, è fatica, è freddo, è pioggia superata, è abbracci, è orgoglio. È la fine – bellissima – della prima edizione del Presepe Vivente di Ciàvolo. Dentro questo scatto ci siamo tutti: io, il direttore artistico Nicola Anastasi, Don Marco Laudicina, il Circolo MCL Maria SS della Cava Ciavolo Marsala, la Parrocchia Maria Santissima della cava - Ciavolo, Nino Pulizzi, Sergio Martino, chi ha costruito, chi ha cucinato, chi ha recitato, chi ha acceso luci, chi ha sorriso anche stanco, chi ha creduto fino all’ultimo che ce l’avremmo fatta.

Grazie anche all’Amministrazione Comunale per logistica e bus navetta. E ce l’abbiamo fatta contro tutto: contro il maltempo di novembre e dicembre, contro il poco tempo, contro l’inesperienza, contro la paura di non essere pronti. Dal 26 dicembre al 6 gennaio, sette giornate, sette aperture, migliaia e migliaia di visitatori. Il primo giorno ci ha travolti un fiume di persone, quasi 2000, e sì… non eravamo pronti. Ci scusiamo. Ma era la prima volta, il rodaggio, l’inizio. E da lì siamo cresciuti, giorno dopo giorno.

Un presepe ambientato in una Sicilia antica, voluto, pensato, difeso. “Gesù nasce a Ciàvolo” non è stato solo un titolo: è stata un’idea, una scelta, un’identità. I sapori di una volta, condivisi con amore: pane e olio, uova, lenticchie, zabbina, ricotta, formaggi, calia, miele, patate, pomodori secchi, vino Marsala. I bambini felici. Gli adulti emozionati. Qualcuno dall’alto ci ha voluto bene: niente pioggia, dopo settimane difficili. E ieri sera abbiamo chiuso così: brindando, abbracciandoci, guardando le foto, con il cuore pieno.

Grazie a chi è venuto da tutta la provincia, da tutta la Sicilia. Grazie anche alle critiche, perché aiutano a crescere. 100 persone attive, alla prima esperienza, due mesi di lavoro intenso. Questa è stata solo la prima edizione. Con l’auspicio – forte, vero – che da dicembre 2026 sia solo l’inizio di una lunga storia. Grazie. Di cuore. A tutti. Enzo Amato Más. Trikke e Due Cabaret - Enzo & Nicola”.

Il dopo-presepe: condivisione e futuro.

La chiusura non è stata un addio, ma un arrivederci. Dopo l’ultima serata, oltre 100 persone si sono ritrovate nel salone parrocchiale per una cena conviviale, tra brindisi, abbracci, fotografie e racconti. È già programmata una giornata futura di incontro, per rivedere insieme video, filmati, aneddoti e continuare a coltivare quel senso di appartenenza nato durante il presepe.Il Presepe Vivente di Ciàvolo ha dimostrato che una comunità unita può costruire bellezza, anche partendo da zero. Ha acceso una luce che difficilmente si spegnerà. L’auspicio condiviso è che dicembre 2026 rappresenti non una semplice replica, ma il proseguimento naturale di una storia appena iniziata.Per aggiornamenti istituzionali e informazioni utili, è possibile consultare i canali ufficiali del Comune di Marsala e le pagine della Parrocchia Maria SS. della Cava e del Circolo MCL Maria SS. della Cava, dove negli ultimi giorni sono stati condivisi scatti, video e ringraziamenti pubblici.