Inchiesta scommesse illegali nel trapanese: notificato l'avviso di chiusura per dieci indagati
La Procura di Trapani ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di dieci persone accusate di aver fatto parte di un'associazione a delinquere finalizzata alla raccolta illegale di scommesse online. L'inchiesta, inizialmente coordinata dal pubblico ministero Roberto Piscitello presso la Procura di Marsala con l'esecuzione di misure cautelari e ingenti sequestri nel gennaio del 2024, è stata successivamente trasferita a Trapani per competenza territoriale. Adesso, la sostituto procuratore Antonella Trainito ha definito la chiusura del caso, delineando anche i termini per l'accesso ai patteggiamenti: due anni e quattro mesi per i vertici e due anni e due mesi per tutti gli altri coinvolti.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno svelato un vorticoso giro d'affari occulto che sfuggiva ai controlli dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il gruppo utilizzava piattaforme estere non autorizzate con estensioni .com e .net, garantendo l'anonimato ai giocatori, l'esenzione dalle tasse e vincite più elevate della norma. Il bacino d'utenza superava i mille clienti, estendendosi fino in Tunisia, dove era stata aperta una succursale. Nel corso delle perquisizioni i militari hanno sequestrato immobili, appartamenti e, in un'abitazione, 85 mila euro in contanti.
A far scattare gli accertamenti era stata una netta sperequazione tra i redditi dichiarati e il patrimonio di una coppia marsalese formata da Giovanni Marchese (42 anni, di Erice) e Marica Genco (41 anni, di Erice). I due gestivano un centro scommesse a Strasatti che fungeva da copertura, mentre Marchese percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza; a casa dell'uomo è stato rinvenuto anche un vero e proprio libro mastro della contabilità.
Secondo gli inquirenti, la mente dell'organizzazione era l'ex finanziere Carlo Napoli, 69 anni, che tra il 2018 e il 2021 avrebbe movimentato giocate per 23 milioni di euro, garantendo profitti al gruppo per 5 milioni. Al suo fianco operava il braccio destro Giuseppe Granata, 69 anni di Favignana, il quale insieme a Luigi Cascio, 65 anni di Trapani (inviato in Tunisia), si occupava della raccolta delle scommesse per un valore superiore a 320 mila euro. La rete degli intermediari e dei raccoglitori contava sulla partecipazione attiva degli altri indagati: Danilo Antonio Angileri (57 anni, di Petrosino), Filippo Gallina (48 anni, di Ribera), Salvatore Marino (50 anni, di Paceco), Silvio Sebastiano Sciacca (54 anni, di Mazara) e Michelangelo Tilotta (45 anni, di Paceco). L'attività si basava sullo scambio fisico di pizzini e pagamenti in contanti, arrivando a sfruttare e monetizzare persino le condizioni di soggetti affetti da ludopatia patologica.