La Valle del Belìce corre su due ruote: l'ex ferrovia rinasce come ciclovia

Redazione Prima Pagina Marsala

Un progetto da oltre 800 mila euro trasformerà i binari dismessi tra Partanna e Salaparuta in un itinerario turistico tra natura, storia e arte contemporanea. I lavori partiranno a breve.

La Valle del Belìce si prepara a cambiare volto, puntando tutto sulla mobilità dolce e sul turismo ecosostenibile. Quel che un tempo era il simbolo del collegamento ferroviario tra i comuni del territorio, la vecchia linea a scartamento ridotto Castelvetrano-Salaparuta, sta per trasformarsi in una moderna ciclovia di 30 chilometri.

Il progetto, promosso dal Gal Valle del Belìce nell’ambito della strategia "Belìce 2020", ha appena ricevuto il via libera finanziario dalla Regione Siciliana. L’Assessorato all’Agricoltura ha infatti stanziato 807 mila euro, permettendo così l'imminente pubblicazione del bando di gara per l'assegnazione dei lavori.

Il tracciato non sarà solo un percorso per sportivi, ma un vero e proprio corridoio culturale. Partendo da Partanna e arrivando a Salaparuta, i cicloturisti attraverseranno scenari rurali di rara bellezza, costeggiando il bosco di Sinapa e raggiungendo uno dei luoghi più iconici del Novecento italiano: il Cretto di Burri a Gibellina Vecchia.

"Sarà un percorso di grande fascino," aveva dichiarato Carlo Ferreri, sindaco di Santa Ninfa. "L'itinerario non solo valorizza i nostri paesaggi, ma offre un nuovo impulso allo sviluppo turistico, collegando la natura all'arte monumentale."

L’operazione di recupero non si limiterà alla tratta principale. Il piano prevede infatti: pulizia e ripristino, la rimozione della fitta vegetazione che negli anni ha sommerso le vecchie rotaie; manutenzione a Menfi, un intervento straordinario su 8 chilometri della già esistente ciclovia Castelvetrano-Porto Empedocle, in località Bertolino di Mare; recupero architettonico, sarà valorizzato il suggestivo viadotto a sette arcate sul torrente Modione, testimonianza dell'ingegneria ferroviaria dei primi del Novecento.

L’ambizione del Gal va oltre il singolo tratto. il presidente Salvatore Sutera aveva infatti annunciato una collaborazione con il Gal Elimos per connettere questa rete al tratto Segesta-Santa Ninfa. L’obiettivo finale è ambizioso: creare un sistema integrato di percorsi che colleghi i templi di Segesta, il Cretto di Burri e la ciclovia di Sambuca di Sicilia, offrendo ai visitatori un'esperienza unica nel cuore della Sicilia occidentale.

La linea Castelvetrano-Salaparuta fu inaugurata nel 1910 e rappresentò una delle prime ferrovie a scartamento ridotto delle Ferrovie dello Stato. La sua storia si interruppe bruscamente la notte del 15 gennaio 1968, quando il tragico terremoto del Belìce danneggiò gravemente i manufatti. Da allora, i treni non vi hanno più transitato, fino alla definitiva soppressione del 1972. Oggi, a distanza di oltre cinquant'anni, quei binari tornano a vivere sotto una nuova luce.