Leonardo Curatolo e la scommessa per Marsala 2026: “Una rivoluzione d’amore e competenza”

Redazione Prima Pagina Marsala

Il panorama politico lilybetano si arricchisce ufficialmente di un nuovo protagonista in vista delle amministrative del 2026. Leonardo Curatolo ha rotto il silenzio con l'ufficializzazione della candidatura a sindaco di Marsala, prima con un discreto successo di simpatizzanti al Cinema Golden, e poi con un manifesto politico inviato alla stampa che mette al centro il concetto di "politica come carità". Tra richiami alla coerenza, alla sicurezza e al rilancio del brand Marsala, il candidato sindaco propone una rottura netta con il passato recente, supportato da figure tecniche e dal Partito Liberale Italiano. Lo abbiamo incontrato per approfondire la sua visione di città.

Leonardo Curatolo, lei dice di candidarsi perché ama la città e di mettersi al servizio della comunità per servire i cittadini. Tuttavia, amare la città non basta. Di diverso rispetto a un comune cittadino, cosa mette in campo?

L’amore per Marsala è la scintilla, il motore che mi ha spinto a uscire dall’ombra dopo essere stato, fino a un anno fa, quello che definisco un illustre sconosciuto. Ma la mia proposta non si ferma al sentimento. Metto in campo una squadra di professionisti e una visione di metodo basata sul lavoro incessante. Al Cinema Golden abbiamo dimostrato di avere competenze specifiche: dalla sicurezza garantita dall’esperienza dei generali Scillia e Rubini, alla visione turistica di Enza Giannone, fino al rilancio economico e culturale proposto da Antonio Parrinello. Rispetto a un comune cittadino, offro la capacità di aggregare uomini liberi e competenze tecniche per risolvere criticità che bloccano Marsala da trent’anni, come il decoro urbano, il malfunzionamento dei servizi e l’abbandono delle periferie.

Durante la presentazione al Golden, lei ha usato parole forti sul centro storico, definendo la via XI Maggio una vergogna per la gestione dei negozi. Qual è la sua idea di identità cittadina?

Credo fermamente che Marsala debba riscoprire la propria identità e la propria storia. Non si tratta di chiusura, ma di valorizzazione. Entrare nel "Cassero" deve significare immergersi nella tradizione marsalese. La mia visione è quella di un centro che torni a essere la vetrina della nostra eccellenza, dove le attività commerciali riflettano chi siamo. Questo si lega a un progetto più ampio di decoro urbano e vivibilità: dobbiamo voltare pagina rispetto a una gestione che ha reso la città ferma e rassegnata. Vogliamo che Marsala torni a essere un faro di innovazione, ma con radici ben piantate nella nostra terra.

Lei ha parlato di una "rivoluzione d'amore" e di "politica come carità". Come si conciliano questi concetti con la gestione amministrativa quotidiana?

Per me la politica è l’atto di prendersi cura dell’altro. Amare Marsala significa avere il coraggio di rompere le vecchie abitudini e le divisioni che ci hanno finora penalizzato. La mia sfida è trasformare questo sentimento in azioni concrete: riaccendere la voglia di costruire insieme, ascoltare ogni singola voce e valorizzare ogni contributo come un colore che arricchisce il nostro affresco collettivo. La gestione amministrativa deve diventare uno strumento per restituire dignità ai quartieri e speranza ai giovani che oggi sono costretti a emigrare.

La sua coalizione appare variegata, con il sostegno del Partito Liberale e figure provenienti da diversi settori tecnici. Quale sarà la priorità del suo eventuale primo giorno da sindaco?

La priorità assoluta sarà rimettere in moto la macchina comunale partendo dalla sicurezza e dalla Protezione Civile. Dobbiamo aggiornare i piani di emergenza e potenziare la sorveglianza, anche con tecnologie moderne come i droni, per contrastare l’abbandono dei rifiuti e proteggere i cittadini. Parallelamente, lavoreremo per riportare l’università a Marsala, come suggerito dal progetto del campus al podere Badia, e per rilanciare il brand del nostro vino attraverso il riconoscimento Docg. La mia missione è chiara: muoversi verso un nuovo orizzonte dove Marsala non sia solo un luogo geografico, ma un simbolo di opportunità per tutti. Insieme, possiamo davvero fare la differenza.