L'onorevole Francesco De Vita e il legame profondo con la storia di Petrosino e della Costituzione
Il 10 settembre si riaccendono i riflettori su una data simbolo per il dibattito politico e costituzionale italiano, legata indissolubilmente alla figura dell'onorevole Francesco De Vita. Eletto all'Assemblea Costituente nel 1946 nella circoscrizione della Sicilia occidentale per il Partito Repubblicano Italiano, De Vita fu membro della Commissione dei 75 e della Prima Sottocommissione. Proprio durante i lavori della sottocommissione in quella specifica giornata del 10 settembre 1946, incentrata sui diritti e doveri dei cittadini, De Vita pronunciò una frase celebre passata agli atti dei verbali dell'epoca: «il diritto senza il dovere fa il padrone, il dovere senza il diritto fa il servo».
L'onorevole Francesco De Vita (1913–1961) ha condiviso un legame profondo, di natura storica, biografica e politica, con il territorio trapanese e in particolare con la comunità di Petrosino. All'epoca della stesura della Costituzione il comune di Petrosino non esisteva ancora come entità autonoma, facendo parte dei territori di Marsala e Mazara del Vallo fino al 1980. L'onorevole De Vita non ha ottenuto l'intitolazione della via principale e della piazza solo per la sua vicinanza geografica, ma perché è stato il primo, grande sponsor politico dell'indipendenza e dello sviluppo economico di Petrosino in un'epoca in cui la frazione contava pochissimo ed era isolata.
Nello specifico, la sua azione politica si è tradotta in tappe fondamentali per il territorio.
De Vita ha guidato le prime storiche lotte per l'autonomia. Il sogno di Petrosino di staccarsi da Marsala non è nato nel 1980, anno dell'effettiva autonomia, ma è iniziato molto prima con i primi comitati civici del 1937. De Vita, fin dal secondo dopoguerra e durante tutti gli anni '50, fu il principale punto di riferimento istituzionale a Roma, dando voce parlamentare a un territorio che all'epoca si sentiva penalizzato e trascurato dall'amministrazione marsalese.
La centralità urbana di Petrosino è legata storicamente all'ampliamento e alla valorizzazione del Chianu Chiesa, la piazza e via principali oggi intitolate proprio a lui. De Vita spinse fortemente per lo sviluppo urbanistico, scolastico e dei servizi legati a quest'area, ponendo le basi affinché la frazione rurale crescesse abbastanza da potersi strutturare come comune autonomo.
Petrosino è storicamente una delle zone a più alta densità vitivinicola d'Italia, fondamentale per la produzione del vino Marsala. Da deputato e da Sottosegretario di Stato, De Vita si batté a livello ministeriale per tutelare i piccoli produttori di uva locali e favorire la nascita delle infrastrutture agricole, come strade rurali e consorzi, che permisero l'esplosione economica della zona.
I petrosileni lo ricordano ancora oggi perché, in un periodo storico in cui Petrosino rischiava di rimanere una periferia agricola dimenticata e priva di servizi, ha usato il suo peso politico per dare dignità, risorse e una prospettiva di libertà amministrativa a quella comunità. Il comune di Petrosino ha dedicato ampi spazi alla sua memoria, come il Viale Francesco De Vita e il plesso scolastico del Baglio, oltre a un busto bronzeo eretto per commemorare la sua figura di statista.