Marsala guarda al futuro: le 12 proposte dell'Opera Di Leo per una città più equa e solidale
In vista dell’appuntamento elettorale che vedrà contrapposti i candidati a sindaco di Marsala, Giulia Adamo, Leonardo Curatolo, Massimo Grillo, Andreana Patti, l’Opera di Religione Monsignor Gioacchino Di Leo ha scelto di scendere in campo presentando un documento programmatico articolato in dodici punti. L'iniziativa nasce da una constatazione precisa: le disuguaglianze socio-economiche nel territorio marsalese si sono acuite, lasciando intere famiglie in una condizione di crescente fragilità, spesso prive di adeguato sostegno economico, educativo o sanitario.
Il focus del programma riguarda le politiche sociali, tema che apre la serie di proposte. L’organizzazione sollecita la futura amministrazione a intraprendere una verifica seria e profonda di tutti i progetti in essere, favorendo percorsi di co-programmazione e co-progettazione con il Terzo Settore, in linea con quanto previsto dalla normativa vigente. Tra le urgenze segnalate figurano la necessità di trovare una sede adeguata per la "Mensa Fraterna" e la redazione di un vademecum informativo sui servizi sociali, indispensabile per contrastare ogni forma di monopolio nel settore e garantire che i cittadini meno abbienti conoscano i propri diritti.
Si auspica, inoltre, la creazione di equipe di pronto intervento socio-sanitario dedicate specificamente ai quartieri più fragili, come Sappusi, Amabilina, Via Istria e Strasatti, nonché una strategia strutturata di contrasto alle dipendenze patologiche e l’istituzione di una "Settimana Sociale" annuale per discutere le criticità del territorio.
Un altro pilastro fondamentale delle proposte riguarda la gestione del patrimonio pubblico. L’Opera Di Leo invita i candidati a un monitoraggio capillare dei beni comunali, affinché non restino spazi inutilizzati o destinati a usi impropri, ma vengano convertiti per finalità istituzionali e sociali. Particolare attenzione viene riservata ai beni confiscati alla mafia, per i quali si richiede una custodia attenta e una destinazione rapida, con l'obiettivo prioritario di trasformare gli immobili residenziali in dimore per le famiglie e i soggetti in grave difficoltà economica, promuovendo così un modello di accoglienza diffusa.
Il documento volge poi lo sguardo al binomio cultura e sicurezza, inteso come motore per uno sviluppo armonico della società. Viene suggerito di proseguire nel solco tracciato dalla memoria del magistrato Paolo Borsellino, supportando le iniziative locali come la rassegna estiva a lui dedicata e le attività del centro socio-educativo "I giusti di Sicilia". A questo si aggiunge la proposta di valorizzare l’identità culturale di Marsala attraverso un festival musicale dei popoli del Mediterraneo e l'istituzione di una rassegna mensile dedicata al libro presso la Biblioteca Comunale. Inoltre, si chiede alla futura giunta di collaborare attivamente con la "Scuola di formazione all'impegno sociale e politico" della Diocesi di Mazara del Vallo per favorire momenti di ascolto e crescita collettiva.
Infine, l'attenzione si sposta sull'ambiente e sulla partecipazione democratica. Sul fronte ambientale, le proposte spaziano dall'aumento della videosorveglianza nei punti nevralgici, al potenziamento del rapporto tra cittadino e istituzione tramite l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, fino alla promozione di politiche di efficientamento energetico e alla cura del verde. A chiudere il cerchio è l'invito a rafforzare la trasparenza amministrativa, ispirandosi alla Legge Regionale Siciliana del 1992 per intensificare il dialogo tra gli eletti e la cittadinanza. La richiesta è di prevedere incontri di verifica semestrali, e non solo annuali, per discutere con la comunità lo stato di attuazione del programma elettorale e affrontare tempestivamente i bisogni emergenti, specialmente quelli relativi ai giovani, agli anziani e alla lotta contro ogni forma di illegalità.
È importante sottolineare che tutti e quattro i candidati sindaci hanno formalmente sottoscritto il documento, apponendo la propria firma a testimonianza dell'impegno assunto nei confronti delle dodici proposte presentate.
Ad avvalorare l'importanza dell'incontro è stato l'intervento di Don Francesco Fiorino, il quale ha ribadito la necessità di un impegno civile che non sia solo elettorale ma basato sulla partecipazione popolare e sul bene comune. Don Fiorino ha evidenziato come a Marsala si parli purtroppo ancora troppo poco della presenza della mafia, citando l'esempio del centro socio-educativo dedicato ai "Giusti di Sicilia", un bene confiscato a Porta Nuova attualmente chiuso che si spera possa riaprire presto grazie a queste proposte. Richiamando il pensiero di Papa Leone e del sociologo Max Weber, ha ricordato che la politica autentica è quella di chi "vive per la politica" come servizio e vocazione alla comunità, e non di chi "vive della politica" usandola per vantaggio personale. La democrazia, ha concluso citando San Giovanni Paolo II, resta sana solo se radicata nella legge morale e in una vera visione della persona, evitando di diventare una "maschera per il dominio delle élite".
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