Marsala, pronto soccorso shock, paziente gravissima lasciata 12 ore in sedia a rotelle
Riceviamo e pubblichiamo la denuncia di una cittadina. Ecco quanto si legge:
Egregio direttore, le scrivo mossa da un profondo senso di disgusto e disprezzo per il trattamento disumano che mia madre, una donna anziana e gravemente malata, sta subendo in queste ore presso il pronto soccorso dell’ospedale "Paolo Borsellino" di Marsala. Sento il dovere morale di denunciare una gestione sanitaria che non esito a definire vergognosa.
Mia madre è una paziente ad altissimo rischio: è diabetica e insulino-dipendente, ha problemi cardiaci importanti, è portatrice di pacemaker, soffre di insufficienza renale, ha già superato due ictus e convive con frequenti crisi epilettiche. Negli ultimi dieci giorni ha manifestato una forte tosse e un affanno preoccupante. Per questo motivo, stamattina alle 9, l'abbiamo sottoposta a una visita cardiologica privata. Lo specialista ha riscontrato un pericoloso versamento di liquido sia nel cuore sia nei polmoni, disponendo un invio immediato e d'urgenza al pronto soccorso.
Siamo arrivati in struttura intorno alle ore 10. Attraverso una TAC, i medici di turno hanno diagnosticato una polmonite, una condizione che, secondo il forte sospetto della nostra cardiologa, potrebbe purtroppo nascondere patologie ancora più gravi. Dopo averle somministrato un flebo, la dottoressa del pronto soccorso ci ha comunicato ufficialmente che era stato predisposto il ricovero. Ci ha quindi invitati a tornare momentaneamente a casa per recuperare gli effetti personali, un pigiama e, soprattutto, i farmaci specifici per le sue patologie croniche che l'ospedale non aveva a disposizione.
Io e mio padre abbiamo fatto una corsa contro il tempo per recuperare tutto il necessario. Al nostro ritorno, però, la situazione è precipitata nell'assurdo. Con il cambio turno, il nuovo personale medico ha liquidato quanto stabilito in precedenza, affermando che le decisioni dei colleghi erano tutte "da verificare" tramite una consulenza cardiologica e che il ricovero non era più così sicuro.
Il risultato di questo scaricabarile burocratico e assistenziale è agghiacciante. Mentre Le scrivo sono circa le 22: sono passate dodici ore dal nostro arrivo e mia madre si trova ancora su una sedia a rotelle del pronto soccorso. L'ultimo pasto che ha consumato è stata la colazione di stamattina, dopodiché è stata lasciata a digiuno forzato, senza alcuna assistenza adeguata e nel totale disinteresse generale, nonostante la delicatezza estrema del suo quadro clinico che richiederebbe il monitoraggio costante dei livelli di glicemia e delle funzioni vitali.
Trovo assolutamente intollerabile che la vita e la dignità di una persona fragile vengano calpestate in questo modo a causa di una disorganizzazione interna e di una totale mancanza di empatia. È inaccettabile che il cambio di turno azzeri i diritti di un paziente critico, trasformando un'emergenza medica in un'attesa infinita e degradante. Confido nella Sua sensibilità affinché questa denuncia trovi spazio sulle Sue pagine, per dare voce a chi oggi viene lasciato invisibile e indifeso su una barella.[AGGIORNAMENTO]:
La signora è stata ricoverata alle 23:00 rimanendo ben oltre 12 ore seduta in una sedia a rotelle