Pesca, CIFA Trapani: “Per la marineria di Mazara serve una strategia condivisa. Subito un tavolo tecnico permanente”
Il fermo tecnico è terminato alla mezzanotte del 5 ottobre, ma per la marineria di Mazara del Vallo la ripartenza resta lontana da una condizione di normalità. Dopo oltre due mesi di sostanziale inattività, soltanto alcuni pescherecci della flotta sono tornati in mare, mentre le altre imbarcazioni restano ferme alle banchine, alle prese con difficoltà economiche, operative e con la necessità, in diversi casi, di completare gli equipaggi.
Una situazione che -secondo la sezione provinciale CIFA di Trapani- impone un cambio di approccio e soprattutto la capacità di mettere attorno allo stesso tavolo tutte le componenti della filiera. “La crisi della marineria mazarese –afferma il presidente provinciale di CIFA Trapani, dott. Gaspare Ingargiola– non può essere affrontata attraverso interventi separati o attraverso una contrapposizione fra le legittime esigenze degli armatori e i fabbisogni dei pescatori. Oggi più che mai è necessario fare sintesi e individuare obiettivi condivisi, mettendo al centro la salvaguardia della flotta, dell'occupazione e della sostenibilità economica dell'attività di pesca”.
Per CIFA Trapani occorre pertanto istituire un tavolotecnico permanente, con la partecipazione dei rappresentanti degli armatori e dei lavoratori della pesca, delle organizzazioni di categoria e delle istituzioni competenti. Un organismo che non sia soltanto una sede di confronto politico o sindacale, ma soprattutto un luogo di elaborazione tecnica, nel quale analizzare dati, studi e documenti sullo stato della flotta e sul reale sforzo di pesca,e costruire insieme una piattaforma di obiettivi condivisi da sottoporre alle istituzioni a qualsiasi livello.
“Prima di decidere come intervenire – spiega Ingargiola – dobbiamo conoscere con precisione la situazione. Quante sono le unità operative, quali sono le loro caratteristiche, qual è lo sforzo di pesca effettivo, quali sono i costi di esercizio, quali quantità di prodotto sono disponibili e quali sono le condizioni necessarie affinché un'impresa possa continuare a essere economicamente sostenibile. Solo partendo da dati certi possiamo costruire proposte credibili”.
Tra le questioni più urgenti vi è quella della pesca del gambero rosso, insieme al sistema delle quote e alle aree di pesca oggi, purtroppo, limitate per i pescherecci di Mazara del Vallo. “Riteniamo necessario –sottolinea sempre Ingargiola- mantenere aperto il confronto con il MASAF per valutare anche il passaggio dalle quote di segmento alle quote individuali, evitando l'assegnazione di quantitativi che, per alcune imprese, potrebbero risultare economicamente insufficienti a garantire la sostenibilità dell'attività”.
Altro nodo centrale è quello del costo del carburante, che oggi rappresenta una delle principali voci di spesa per una flotta che può arrivare a consumare anche 1.500-2.000 litri di gasolio al giorno per singola unità. “Le misure di sostegno devono essere accompagnate da una strategia strutturale capace di intervenire sulle condizioni complessive di competitività delle imprese. Non servono soltanto misure tampone – aggiunge Ingargiola – ma un progetto di ristrutturazione della marineria. Anche la proposta di ridurre lo sforzo di pesca attraverso la rottamazione delle unità più vecchie, accompagnata da un programma selettivo di demolizione e ricostruzione della flotta, merita di essere discussa e valutata con numeri alla mano”.
Per il dirigente sindacale CIFA- responsabile Area legale lavoro marittimo, avv. Giuseppe Sciacca, “serve un cambio di rotta nella gestione della crisi del comparto pesca che, soprattutto a Mazara del Vallo, necessita di politiche che vadano ad incidere su più fronti, ossia, innovazione e potenziamento delle infrastrutture portuali, meccanismi di compensazione fiscale al fine abbattere il caro carburante, strumenti di welfare in favore dei dipendenti del settore nonché agevolazioni per aumentare il livello tecnologico a bordo della imbarcazioni”.
Parallelamente, secondo CIFA Trapani, deve essere affrontato il tema della tutela dei lavoratori, attraverso strumenti come l'estensione della CISOA ai periodi di fermo e il riconoscimento del lavoro del pescatore come attività usurante ai fini pensionistici.
“La sostenibilità della pesca – conclude Ingargiola – non può essere soltanto ambientale. Deve essere anche economica e sociale. Difendere la marineria significa difendere contemporaneamente le imprese, i pescatori, le loro famiglie e un intero sistema produttivo che rappresenta una parte essenziale dell'identità economica di Mazara del Vallo. Come CIFA siamo pronti a offrire la nostra piena disponibilità al confronto, mettendo a disposizione competenze, professionalità ed esperienza per contribuire all’analisi delle criticità e all’elaborazione di soluzioni condivise. Crediamo che soltanto attraverso il dialogo, la collaborazione tra le parti e un approccio pragmatico sia possibile individuare percorsi realmente sostenibili per il futuro della marineria mazarese”.
NOTA STAMPA