Messina Denaro, chiesta la condanna a 5 anni e 4 mesi per Floriana Calcagno
Il Pubblico Ministero Bruno Brucoli ha chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per Floriana Calcagno, l'insegnante di matematica di Campobello di Mazara accusata di favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena in relazione ai rapporti intrattenuti con Matteo Messina Denaro durante gli ultimi mesi della latitanza del boss.
La richiesta è stata avanzata nell'udienza di oggi, 10 settembre, nell'aula Borsellino del Tribunale di Marsala, davanti al collegio presieduto dal presidente Alfonso Malato con i giudici a latere Vito Marcello Saladino e Angela Moscarelli. L'udienza è stata celebrata a porte chiuse.
Dopo la requisitoria del pubblico ministero Bruno Brucoli, è intervenuta la difesa dell'imputata, rappresentata dall'avvocato Ferdinando Di Franco, che ha chiesto per la propria assistita l'assoluzione perché il fatto non sussiste.
Il processo riguarda la posizione di Calcagno, arrestata il 14 aprile 2025 nell'ambito di un'operazione congiunta dei Carabinieri del Ros e dello Sco della Polizia. La donna è stata rinviata a giudizio dal gup di Palermo e ha scelto il rito abbreviato condizionato, che prevede la decisione allo stato degli atti, integrato dall'audizione di una testimone indicata dalla difesa.
Al centro del procedimento ci sono i rapporti tra l'insegnante e Matteo Messina Denaro nel periodo compreso, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra maggio e novembre 2022. Agli atti dell'inchiesta sono confluiti filmati e immagini delle attività di sorveglianza che documenterebbero numerosi incontri tra i due. Secondo l'accusa, Calcagno avrebbe avuto un ruolo concreto nel sistema di protezione e di supporto assicurato al latitante, contribuendo anche ai suoi spostamenti sul territorio.
In particolare, gli investigatori del Ros le contestano di aver messo a disposizione la propria vettura e di aver svolto una sorta di funzione di staffetta, oltre ad aver recapitato pacchi al covo di Campobello di Mazara. Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna avrebbe inoltre ospitato Messina Denaro nella propria abitazione al mare e fornito al boss sostegno logistico, materiale e morale.
Diversa la versione fornita dalla stessa Calcagno. Dopo l'arresto di Messina Denaro, la donna si presentò spontaneamente ai magistrati, sostenendo di aver appreso soltanto dai telegiornali la vera identità dell'uomo che frequentava. Secondo la sua ricostruzione, l'uomo le era stato presentato con il nome di Francesco Salsi e si era qualificato come un medico anestesista in pensione.
Una versione che, secondo la Procura, sarebbe stata smentita dagli elementi raccolti durante le indagini. Tra gli elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti ci sono i filmati delle telecamere di sorveglianza, dai quali sarebbero emersi 35 incontri tra l'insegnante e il latitante nel periodo preso in esame.
La difesa, invece, ha contestato la ricostruzione accusatoria e ha chiesto al collegio di assolvere Calcagno perché, secondo la prospettazione difensiva, il fatto contestato non sussiste.
La lettura del dispositivo di sentenza è prevista per il mese di novembre prossimo.