Nino Oddo: «La sinistra smetta di farsi del male e costruisca una proposta credibile per la Sicilia»
Una riflessione sulla sinistra, sulle sue divisioni e sulla difficoltà di costruire una proposta politica credibile in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. È questo il tema dell’intervento di Nino Oddo, esponente dell’area riformista, che punta il dito contro quelle che considera dinamiche ricorrenti del centrosinistra, tanto a livello nazionale quanto in Sicilia.
Oddo parte da una considerazione personale, legata alla sua lunga militanza politica: «La sinistra, perlomeno per chi come me ci milita ininterrottamente da mezzo secolo, è come un parente del quale si accettano i difetti come un male necessario e immodificabile». Secondo Oddo, tra i problemi dello schieramento ci sarebbe una particolare propensione alle divisioni interne. «Quello di farsi del male è un tratto caratteriale diffuso nel nostro schieramento – sostiene –. A livello nazionale ma anche in periferia, del resto il DNA è lo stesso».
Nel suo ragionamento, l'esponente riformista guarda anche al quadro nazionale e alle prossime elezioni politiche. Oddo richiama quella che definisce una regola del sistema politico italiano: «Dal 1994 ad oggi in Italia vige una regola mai infranta, la coalizione che governa perde le elezioni successive». Da qui la sua lettura secondo cui nel 2027 il centrosinistra potrebbe tornare alla guida del Paese, ma a condizione di non compromettere il percorso con divisioni e discussioni interne.
«Stiamo facendo di tutto per rendere quantomeno tortuoso questo percorso», afferma Oddo, citando tra gli esempi le discussioni sulla guerra in Ucraina e il confronto interno alla sinistra americana sui temi culturali.
Ma è soprattutto sulla Sicilia che si concentra la parte finale dell'intervento. Oddo ricorda come nell'Isola il quadro elettorale abbia avuto dinamiche differenti rispetto a quelle nazionali e sottolinea la necessità, per il centrosinistra, di concentrarsi sulla costruzione di una proposta da sottoporre agli elettori.
«Le riunioni dei leader della coalizione, invece di produrre una proposta concreta e soprattutto credibile da offrire ai siciliani, si arrovellano intorno a questioni surreali», scrive.
Tra i temi citati c'è anche il rapporto con Cateno De Luca. Oddo critica il dibattito interno alla coalizione sulla possibilità di escluderlo formalmente, osservando che, a suo giudizio, si tratta di una discussione superata dalle scelte politiche già compiute dall'ex sindaco di Messina. Nel mirino finisce anche il rapporto tra l'ala riformista e quella più radicale della sinistra. «Per la sinistra, soprattutto dei duri e puri, noi riformisti siamo appena sopportati come un fratello che sbaglia», afferma Oddo, che accusa una parte dello schieramento di considerare quasi preventivamente la sconfitta come un elemento inevitabile.
Nonostante le critiche, la conclusione di Oddo mantiene un riferimento politico preciso: «Ciononostante questa sinistra, in questo Paese, rimane il male minore, rispetto alla destra che abbiamo e soprattutto a quella che si profila nelle urne».
Il messaggio dell'intervento è rivolto alla capacità del centrosinistra di superare divisioni e contrapposizioni interne per concentrarsi sulla costruzione di un progetto politico riconoscibile e credibile, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali siciliane.