Più servizi e addio tasse: così Schifani e Ombra ridisegnano il futuro del "Vincenzo Florio"
L’aeroporto di Birgi si rifà il look e lo fa con un investimento massiccio che promette di cambiare il volto dello scalo caro a noi del trapanese. Quattordici milioni di euro, per l'esattezza 13,8 milioni provenienti dai Fondi per lo sviluppo e la coesione, sono pronti a piovere sulle piste e sulle aerostazioni del "Vincenzo Florio". La notizia è arrivata direttamente da Palazzo d’Orléans, dove il presidente della Regione Renato Schifani e il numero uno di Airgest Salvatore Ombra, hanno presentato un piano che non è solo manutenzione, ma una vera e propria rivoluzione strutturale.
Il Presidente Airgest Salvatore Ombra ha sottolineato con orgoglio come questo progetto nasca da lontano, da un'analisi avviata già nel 2021, subito dopo l'emergenza Covid, per intercettare un traffico passeggeri in costante crescita. Non si tratta di un semplice restyling estetico, ha precisato il presidente di Airgest, ma di un intervento funzionale profondo che toccherà i pilastri della safety, della security e del comfort. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: proiettare l’aerostazione verso il futuro per gestire un flusso che punta a superare i due milioni di passeggeri annui.
Per chi frequenta abitualmente lo scalo, i cambiamenti saranno tangibili in ogni angolo. Il progetto tocca punti nevralgici come il sistema di smistamento bagagli, che in alcuni casi scontava un’anzianità di quarant’anni, le aree check-in e i varchi di sicurezza. Una fetta importante dei fondi sarà destinata all’accoglienza dei passeggeri extra Schengen, un settore fondamentale per l'apertura internazionale del nostro territorio, con oltre un milione di euro investito solo per riqualificare gli arrivi e le partenze verso i Paesi fuori dall'Unione Europea. Non mancherà l'attenzione alla sicurezza tecnica, con tre milioni e mezzo destinati alla ristrutturazione sismica della caserma dei Vigili del Fuoco, e alla sostenibilità, grazie al potenziamento dell'impianto di depurazione delle acque.
Il Presidente Schifani ha rivendicato con forza il lavoro svolto per invertire la rotta di una gestione che in passato accumulava perdite. Grazie alla sinergia con la governance di Ombra, si è arrivati al pareggio di bilancio e a una ricapitalizzazione decisiva. Il governatore ha spiegato che la strategia regionale di eliminare il peso della tassa comunale di 6,50 euro a passeggero, facendosene carico come Regione, ha reso Birgi estremamente appetibile per le compagnie aeree. Questo abbattimento dei costi ha innescato un circolo virtuoso di nuovi voli e maggiore interesse commerciale.Il presidente Schifani ha parlato chiaro, disegnando l'immagine di uno scalo all'avanguardia che deve puntare su efficienza e qualità dei servizi, anche nell'ottica di una futura privatizzazione della gestione che renda Birgi ancora più competitivo.
Secondo il governatore, questi investimenti infrastrutturali sono il naturale completamento del lavoro già fatto per aumentare il numero delle rotte e dei collegamenti, trasformando il "Vincenzo Florio" in un biglietto da visita moderno per chiunque decida di atterrare nella nostra provincia.
Schifani ha inoltre confermato che il piano di ammodernamento presentato oggi è il passo necessario per aumentare il valore di mercato dell’aeroporto.
Dalle parole si passerà presto ai fatti, seguendo una timeline rigorosa che prevede l'avvio dei cantieri entro giugno 2026. Se la macchina burocratica non subirà intoppi, i lavori dovrebbero concludersi nei primi mesi del 2027, consegnandoci un aeroporto più accogliente e funzionale.
Questo stanziamento per Trapani si inserisce in una strategia regionale più ampia che vede la Sicilia investire oltre 83 milioni di euro sui propri scali, dimostrando che il trasporto aereo è finalmente tornato al centro dell'agenda politica dell'isola come motore per il turismo e i collegamenti sociali.