Prezzi alti a Marsala? Il vero nodo è la stagionalità del turismo, non la speculazione
Il destination manager Fabio Alba interviene sul dibattito riguardo ai costi turistici e a Mozia. Secondo Alba, i prezzi attuali non sono speculazioni ma la conseguenza di costi fissi annuali concentrati in pochi mesi. La soluzione non è abbassare le tariffe, ma destagionalizzare i flussi e migliorare i servizi pubblici strutturali: per farlo, propone la nascita di una Fondazione per la gestione professionale della destinazione Marsala.
La nota diffusa agli organi di stampa:
Ho letto con interesse l’articolo pubblicato da una testata giornalistica sul costo di una visita a Mozia e, più in generale, sul rapporto tra prezzi e qualità dei servizi turistici a Marsala.
Si tratta di un tema importante che merita una riflessione seria, perché riguarda il futuro del nostro territorio e il modello turistico che vogliamo costruire. Tuttavia, credo sia necessario aggiungere un elemento fondamentale al dibattito: la forte stagionalità che caratterizza il turismo marsalese.
Da destination manager e presidente dell’associazione affitti brevi Sicilia ritengo che il tema dei prezzi non possa essere analizzato esclusivamente dal punto di vista del consumatore finale. Occorre comprendere anche le dinamiche economiche che stanno dietro la gestione delle imprese turistiche.
Oggi Marsala concentra gran parte dei propri flussi turistici in pochi mesi dell’anno, principalmente tra maggio e settembre. Durante il resto dell’anno le presenze diminuiscono drasticamente e molte attività lavorano ben al di sotto delle proprie potenzialità.
Questo significa che alberghi, case vacanza, ristoranti, stabilimenti balneari, aziende di trasporto, guide turistiche e operatori del settore devono sostenere costi per dodici mesi pur realizzando la maggior parte del fatturato in quattro o cinque mesi.
Affitti, mutui, tasse, utenze, manutenzioni, assicurazioni, personale, promozione, adeguamenti normativi e investimenti non si fermano a settembre. Continuano durante tutto l’anno.
È proprio questa situazione a generare una parte importante dell’aumento dei prezzi. Non una volontà di speculare sui turisti, ma la necessità per le imprese di garantire la propria sostenibilità economica in un contesto ancora fortemente stagionale.
Prendiamo ad esempio Mozia. Il biglietto di ingresso non rappresenta soltanto il costo di una visita. Dietro quel prezzo ci sono attività di conservazione, tutela del patrimonio archeologico, manutenzione del museo, ricerca, sicurezza e servizi al visitatore. Lo stesso vale per il trasporto marittimo, che deve garantire un servizio sicuro e continuativo.
Naturalmente questo non significa che il tema dell’accessibilità economica non esista. Al contrario. È giusto interrogarsi su come rendere Mozia e gli altri attrattori del territorio sempre più accessibili a famiglie, residenti e visitatori.
Ma la soluzione non può essere semplicemente abbassare i prezzi.
La vera sfida è aumentare il numero di visitatori distribuiti lungo tutto l’arco dell’anno. Se Marsala riuscisse ad attrarre flussi turistici costanti per dodici mesi, gli operatori potrebbero ripartire i costi fissi su un volume molto più ampio di clienti, con effetti positivi anche sui prezzi finali.
Per questo motivo il dibattito dovrebbe spostarsi da una domanda apparentemente semplice – “perché i prezzi sono alti?” – a una molto più strategica: “come possiamo costruire una destinazione capace di lavorare tutto l’anno?”.
Su questo punto il territorio deve fare ancora molta strada e la nostra proposta è quella di realizzare una Fondazione per la gestione professionale e coordinata della destinazione turistica Marsala.
Condivido invece alcune osservazioni dell’articolo riguardo ai servizi pubblici e alle infrastrutture. Nessuna destinazione può definirsi competitiva se persistono criticità come l’emergenza idrica, i collegamenti pubblici insufficienti, la mobilità carente o la mancanza di servizi adeguati per residenti e turisti.
Il miglioramento dei servizi pubblici deve essere una priorità assoluta.
Allo stesso tempo, però, sarebbe ingeneroso attribuire agli operatori turistici la responsabilità di problematiche che spesso dipendono da fattori strutturali e da carenze di programmazione che si trascinano da anni.
Marsala possiede un patrimonio straordinario: Mozia, lo Stagnone, le saline, il vino, l’archeologia, il kitesurf, l’enogastronomia e un’identità autentica che poche destinazioni possono vantare.
La sfida dei prossimi anni non sarà abbassare artificialmente i prezzi, ma aumentare la qualità complessiva della destinazione, migliorare i servizi pubblici e soprattutto destagionalizzare i flussi turistici.
Solo così sarà possibile creare un turismo sostenibile, competitivo e accessibile, capace di generare benessere per le imprese, per i residenti e per i visitatori.
Fabio Alba
Destination Manager