“Racconti 2.Z”: si chiude domani il Festival del 'Florio' di Erice con la presenza di Alaa Faraj
Si conclude domani, 24 aprile, “Racconti 2.Z”, il Festival ideato e organizzato dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “I. e V. Florio” di Erice. Un progetto culturale originale che, per sette giorni, ha trasformato la scuola in uno spazio vivo di confronto, creatività e partecipazione.
Protagonisti assoluti sono stati gli studenti, che hanno curato ogni aspetto del Festival: dall’organizzazione degli incontri alla comunicazione, fino alla conduzione dei dialoghi con ospiti, docenti, scrittori ed esperti. Un’esperienza formativa che ha permesso loro di sviluppare competenze trasversali e di interrogarsi sul presente attraverso il linguaggio della letteratura.
A chiudere il ciclo di appuntamenti saranno, domani, alle ore 11, l’incontro con Alessandra Sciurba e Alaa Faraj, che accompagneranno i ragazzi nella lettura e nel racconto di “Perché ero ragazzo”, il libro che narra il viaggio dello stesso Faraj, giovane calciatore dalla Libia all’Italia, tra speranze, pericoli e il desiderio di costruire un futuro migliore: una storia capace di parlare alle nuove generazioni di identità, migrazione e sogni. Nel dicembre 2025 il Presidente Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale ad Alaa Faraj, che era stato condannato a 30 anni per la "strage di Ferragosto".
Faraj, che si è sempre proclamato innocente e vittima di uno scambio di persona, ha scontato dieci anni dopo essere stato accusato erroneamente di essere uno scafista. La rassegna rappresenta un esempio concreto di scuola come laboratorio culturale aperto, in grado di dialogare con il territorio e di promuovere cittadinanza attiva, pensiero critico e partecipazione.
«“Racconti 2.Z” rappresenta per la nostra scuola molto più di un Festival: è un’esperienza di cittadinanza attiva, in cui studentesse e studenti diventano protagonisti del proprio percorso formativo - dice la Dirigente Scolastica Pina Mandina - . La scelta di affrontare temi complessi, come quelli legati alle migrazioni e alla giustizia, attraverso più canali comunicativi - letteratura, cinema, teatro - testimonia il valore educativo di questo progetto. La scuola si conferma così uno spazio aperto, in cui si costruiscono conoscenze ma anche consapevolezza e responsabilità. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del Festival – docenti, studenti, ospiti e partner del territorio – per aver reso possibile un’iniziativa che ci rende orgogliosi e che rappresenta un esempio concreto di scuola viva e partecipata».