Rapimento minori nel trapanese: l'origine del falso allarme e la smentita dei Carabinieri

Redazione Prima Pagina Marsala

Un’ondata di ingiustificata apprensione sta attraversando i comuni di Petrosino, Marsala, Trapani e Mazara del Vallo, a causa di messaggi vocali e segnalazioni che circolano con insistenza nelle chat dei genitori. Il contenuto, che parla di presunti tentativi di sequestro ai danni di minori nei pressi delle scuole, ha spinto numerosi cittadini a rivolgersi con preoccupazione alla nostra redazione per ottenere conferme/smentite. Per fare chiarezza su una vicenda che sta assumendo i contorni di una vera e propria psicosi collettiva, abbiamo effettuato verifiche dirette con il Comando dei Carabinieri, i quali hanno smentito categoricamente ogni episodio di questo tipo nel territorio trapanese.

L'allarme, che si è propagato in modo distorto attraverso il passaparola digitale, trova in realtà una spiegazione tecnica avvenuta lontano dalle nostre zone, precisamente a Caltanissetta presso l'istituto "Filippo Cordova". In quel contesto, la segnalazione di un uomo sospetto con un cappellino rosso si è rivelata del tutto priva di fondamento. La confusione è nata dall'attivazione accidentale di un braccialetto antistalking indossato da una bambina in un'altra scuola della città nissena. Il dispositivo ha inviato un segnale d'emergenza automatico alla centrale operativa, facendo scattare immediatamente il protocollo di sicurezza con l'invio delle pattuglie sul posto.

La vista dei militari impegnati in quello che era un semplice controllo tecnico ha innescato una narrazione fantascientifica sui social, trasformando un errore elettronico in un tentato rapimento. Questo racconto distorto è poi rimbalzato di provincia in provincia, arrivando fino a Petrosino, Trapani, Marsala e Mazara e adattandosi ai diversi contesti locali senza alcun riscontro oggettivo. Le autorità ribadiscono che non risultano denunce né segnalazioni ufficiali che possano confermare la presenza di malintenzionati o episodi di adescamento. 

L'invito resta quello di non condividere messaggi allarmistici privi di fonte ufficiale, per evitare di alimentare una paura che non trova riscontro nella realtà dei fatti.