Taxi in rivolta nel trapanese: confermato lo sciopero di due giorni per il 30 e 31 marzo
Il 30 e 31 marzo 2026 i tassisti dei Comuni di Trapani, Marsala, Misiliscemi ed Erice attueranno uno sciopero che durerà per l’intera giornata in entrambe le date. Nelle stesse giornate, dalle 09:00 alle 14:00, si svolgeranno i sit-in di protesta: il 30 marzo con corteo in partenza dall’aeroporto Vincenzo Florio fino a Viale Regina Margherita a Trapani, davanti ai Palazzi della Provincia e della Prefettura; il 31 marzo con prosecuzione della mobilitazione. La categoria chiede un intervento urgente della Prefettura sulla gestione del servizio taxi nello scalo aeroportuale.
A spiegare le ragioni della protesta è Giuseppe Gervasi, rappresentante sindacale Sicilia di URITAXI, che interviene a nome dei tassisti coinvolti nella mobilitazione e delle sigle sindacali promotrici.
Accanto a Giuseppe Gervasi, che interviene in modo prevalente a nome della mobilitazione, raccolgono brevi dichiarazioni anche Giuseppe Bovino per Erice/Misiliscemi (URITAXI), Giovanni Cimino per Trapani (SILT), Rocco Tranchida per Marsala (CNA), Antonino Liotta per Marsala (FEDERTAXI) e Roberto Castiglione per Trapani (URI).
Perché avete deciso di proclamare lo sciopero?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Perché abbiamo già provato il dialogo, lo abbiamo fatto più volte, e lo abbiamo fatto seriamente. Non siamo arrivati a questo punto per alzare la voce tanto per farlo. Siamo arrivati qui dopo incontri, confronti e proposte protocollate, senza ottenere una soluzione definitiva e realmente rispettosa della categoria, dei lavoratori e dell’utenza. Quando ogni tentativo di confronto non produce risultati concreti, la protesta diventa inevitabile.»
Giuseppe Bovino (URITAXI – Erice/Misiliscemi): «La protesta nasce perché il confronto c’è stato, ma non ha prodotto la soluzione che la categoria attendeva. A questo punto era doveroso dare un segnale chiaro.»
Come sarà organizzata la protesta?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Lo sciopero durerà tutta la giornata sia il 30 che il 31 marzo. I sit-in, invece, si svolgeranno in entrambe le giornate nella fascia oraria 09:00-14:00. Il 30 marzo partiremo in corteo dall’aeroporto Vincenzo Florio, attraverseremo Misiliscemi e raggiungeremo Trapani, davanti alla Prefettura. Il 31 marzo proseguiremo con il sit-in. È una protesta chiara, visibile, ordinata, ma anche ferma.»
Qual è il cuore del problema?
Giovanni Cimino (SILT – Trapani): «Quando il taxi viene spostato ai margini, non viene penalizzato solo il lavoratore: viene penalizzato anche il passeggero, che deve trovare un servizio pubblico chiaro e immediatamente accessibile.»
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Il cuore del problema è che il servizio taxi nell’aeroporto non può essere trattato come qualcosa da spostare ai margini, come se fosse un servizio secondario, di serie B. Noi rappresentiamo un servizio pubblico non di linea e svolgiamo una funzione reale per residenti, lavoratori, turisti e passeggeri. Se per l’aeroporto, che sia in nome di Airgest, di ENAC o di qualunque altro ente si tratti, il servizio taxi deve essere relegato ai margini dell’aerostazione senza rispetto per la categoria, per i lavoratori e per l’utenza che quel servizio lo paga, allora sia chiaro: i taxi continueranno a lavorare nei propri Comuni, ma non offriranno il servizio dentro l’aeroporto.»
State dicendo che esiste già una soluzione?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Sì. Ed è questo l’aspetto più importante. Noi abbiamo protocollato una soluzione definitiva che, da un lato, risponderebbe alle esigenze della categoria taxi e, dall’altro, aiuterebbe a risolvere anche la tipica congestione di auto nell’area prospiciente l’aerostazione. Non stiamo facendo una protesta sterile. Abbiamo avanzato una proposta concreta, ragionevole e utile anche per l’ordine complessivo dello scalo.»
Questa soluzione è stata condivisa da altri soggetti istituzionali?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Sì. La soluzione che abbiamo indicato è stata, per quanto ci riguarda, avallata e condivisa dal Comune di Misiliscemi e dalle forze dell’ordine nel corso di una riunione collettiva alla quale erano presenti anche ENAC, Airgest e la rappresentanza taxi. Questo significa che non stiamo parlando di un’idea improvvisata o di una pretesa corporativa: stiamo parlando di una soluzione che ha già trovato attenzione e condivisione in un contesto istituzionale.»
Antonino Liotta (FEDERTAXI – Marsala): «Il fatto che su questa impostazione si sia registrata una convergenza istituzionale dimostra che non siamo davanti a una richiesta irragionevole, ma a una proposta concreta e praticabile.»
Perché dite che la questione è urgente adesso più di prima?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Perché dal 27 marzo stazionerà il secondo aeromobile Ryanair e questo significa più traffico aereo, più passeggeri, più mezzi, più criticità viarie e operative. Continuare a lavorare nelle condizioni attuali, con l’aumento del traffico che insiste sullo scalo, diventa di fatto sempre meno corretto e sempre meno sostenibile.»
Avete tenuto conto anche dell’arrivo dei vigili urbani di Misiliscemi?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Sì, lo sappiamo bene. Ad aprile arriveranno i vigili urbani del Comune di Misiliscemi per cercare di riportare ordine. Ma proprio per questo diciamo che la soluzione da noi proposta sarebbe utile anche al loro lavoro. Non lo complicherebbe, lo agevolerebbe. Perché mettere ordine senza una struttura funzionale e senza una soluzione logica rischia di essere solo un contenimento temporaneo. Noi, invece, abbiamo proposto un assetto che aiuterebbe davvero la gestione dei flussi.»
Rocco Tranchida (CNA – Marsala): «La soluzione protocollata aiuterebbe anche il lavoro di controllo sul posto, perché darebbe un assetto più ordinato e più semplice da gestire.»
Quindi la vostra non è soltanto una vertenza sindacale?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «No. È certamente una vertenza sindacale, ma è anche una questione di legalità, funzionalità e rispetto del servizio pubblico. Noi siamo già penalizzati dalla forte stagionalità del territorio. In un contesto come il nostro, dove il lavoro non è uniforme durante tutto l’anno, la dignità operativa conta ancora di più. Non si può chiedere ai tassisti di sostenere anche condizioni logistiche e organizzative che mortificano il lavoro e peggiorano il servizio.»
Qual è il messaggio che volete mandare alla Prefettura?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Che serve un intervento urgente. Noi chiediamo un incontro immediato con la Prefetta. Non vogliamo trascinare questa vicenda all’infinito. Vogliamo una soluzione. E vogliamo che le istituzioni prendano atto che la categoria taxi non sta protestando per capriccio: sta chiedendo il rispetto di un servizio pubblico, dei lavoratori e dei passeggeri.»
Cosa succederà se non arriveranno risposte?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «Se non si risolve, proclameremo un nuovo sciopero che durerà più giorni. Lo diciamo con chiarezza. Noi non vogliamo arrivare a questo, ma non possiamo nemmeno fare finta di nulla. Se non verranno prese decisioni concrete, la mobilitazione andrà avanti in forme ancora più incisive.»
Roberto Castiglione (URI – Trapani): «Nessuno auspica un irrigidimento della protesta, ma la categoria è compatta e pronta a proseguire se non arriveranno risposte vere in tempi rapidi.»
Temete ripercussioni sull’immagine dello scalo?
Giuseppe Gervasi (URITAXI): «La domanda vera è un’altra: mantenere un servizio taxi marginalizzato, non visibile, non correttamente integrato e percepito come secondario, giova davvero all’immagine dello scalo? Io non credo. Non so, in termini di immagine e di gradimento, quanto questo possa beneficiare l’aeroporto. So però con certezza che un aeroporto che tratta bene il servizio taxi tratta meglio anche i propri passeggeri.»