Tribunale di Marsala, pedopornografia e revenge porn; il PM chiede 7 anni e multa da 30mila euro
Si avvia alla conclusione il processo di primo grado che vede imputato un soggetto che, secondo l'impianto accusatorio, avrebbe prodotto immagini pedopornografiche riprendendo con l'inganno e a sua totale insaputa una ragazza all'epoca dei fatti minorenne. Durante il corso dell'ultima udienza di ieri 18 giugno, celebrata al Tribunale di Marsala, si è svolta la discussione delle parti, delineando le richieste avanzate dalla Procura e dalle parti civili a fronte della posizione della difesa.
La vicenda giudiziaria affonda le radici nel 2022 e ruota attorno a condotte particolarmente gravi compiute ai danni di una ragazza, all'epoca dei fatti minorenne. Secondo la pubblica accusa rappresentata dal Pubblico Ministero Stefania Tredici, l'imputato avrebbe prodotto immagini pedopornografiche riprendendo la giovane con l'inganno e a sua totale insaputa. Successivamente, avrebbe diffuso i contenuti intimi all'interno di una chat di WhatsApp, configurando così il reato di revenge porn. Le foto, stando a quanto emerso, sarebbero state scattate mentre la vittima dormiva.
Davanti al Collegio presieduto dal Presidente Vito Marcello Saladino, con a latere i giudici Francesco Paolo Pizzo e Giuseppina Montericcio, il Pubblico Ministero ha avanzato richiesta di condanna a 7 anni di reclusione e a una multa di 30 mila euro.
L'avvocato Roberta Anselmi, che assiste le parti civili costituite (persona offesa e Centro antiviolenza "La Casa di Venere", associazione da anni in prima linea nel contrasto e nella prevenzione della violenza di genere), si è associata alla richiesta avanzata dal PM. La difesa dell'imputato, rappresentata dall'avvocato Antonella Caruso, ha chiesto l'assoluzione per l'imputato perchè il fatto non costituisce reato.
La sentenza è prevista per il prossimo mese di luglio.