Il Presidente del Movimento Civico N.O.I., Silvio Alagna, interviene con durezza sulla gestione dell’acqua in Sicilia, definendo l'attuale crisi non come un evento naturale inevitabile, ma come una vera e propria "costruzione politica".
Al centro della denuncia, lo sversamento paradossale di acqua dolce in mare mentre l’intera provincia di Trapani soffre razionamenti insostenibili.
Alagna punta il dito sulle criticità storiche che immobilizzano il sistema idrico regionale, citando due simboli del fallimento gestionale: la Diga Trinità (Castelvetrano), un'infrastruttura condannata da decenni a problemi di collaudo e interramento. A causa della mancata manutenzione e dei limiti di sicurezza imposti, si è costretti a sversare in mare milioni di litri d'acqua ogni volta che il livello sale, invece di accumularla per l'agricoltura e l'uso civile; e Diga Garcia (Contessa Entellina), specchio opposto del disastro, descritta come "tristemente vuota". Mentre un bacino è costretto a sprecare risorsa preziosa, l'altro non riesce a garantirne l'approvvigionamento, lasciando Trapani e i comuni limitrofi in ginocchio.
Secondo il leader del Movimento N.O.I., il quadro è desolante, da un lato cittadini sottoposti a turnazioni estenuanti e aziende sull'orlo del baratro, dall'altro una classe dirigente ritenuta incapace di gestire una risorsa vitale.
"In Sicilia non manca l'acqua, manca una classe dirigente capace di gestirla. È il momento di alzare la testa e pretendere onestà e competenza".
Alagna invita inoltre alla riflessione su ciò che ha messo a nudo i meccanismi opachi e i ritardi decennali che hanno trasformato la siccità in un disastro annunciato.
Pubblichiamo la dichiarazione inviata alla nostra redazione:
Mentre dalla Diga Trinità si continua a sversare acqua dolce in mare, il Governo della Regione Siciliana dimostra, per l’ennesima volta, l’assoluta incapacità di governare una risorsa strategica vitale.
Il paradosso è inaccettabile: da un lato la Diga Garcia è tristemente vuota; dall’altro, la città di Trapani e la sua provincia sono messe in ginocchio da razionamenti forzati, disagi cronici ed aziende messe in difficoltà.
È un’immagine speculare del fallimento gestionale: i cittadini subiscono turnazioni estenuanti e i territori si inaridiscono, mentre assistono impotenti allo spettacolo assurdo di milioni di litri d'acqua buttati via.
Il quadro che emerge è chiaro: in Sicilia non manca l'acqua, manca una classe dirigente capace di gestirla.
Il Governo regionale non può più fuggire dal giudizio dei fatti.
La siccità è un fenomeno naturale, ma questa CRISI È UNA COSTRUZIONE POLITICA.
Vi invito a su ciò che ha messo a nudo i meccanismi opachi e i ritardi decennali che hanno trasformato la siccità in un disastro annunciato.
Ragazzi, è il momento di alzare la testa.
Non possiamo restare a guardare mentre svendono il nostro futuro.
Denunciare la mala politica e la gestione opaca delle nostre risorse non è solo un diritto, è un dovere.
Il futuro della nostra terra dipende dalla nostra capacità di PRETENDERE ONESTÀ e COMPETENZA.
Il Presidente e fondatore del Movimento Civico N.O.I. Silvio Alagna.