NOTA STAMPA
Il Circolo Enrico Berlinguer accoglie con forte preoccupazione l'analisi pubblicata sulla stampa locale in merito all'allarme ambientale emerso nelle basi militari statunitensi, a partire dalla Luke Air Force Base in Arizona. Le denunce parlamentari USA sulla contaminazione da PFAS (sostanze chimiche persistenti e tossiche) legate all'uso di schiume antincendio e alle attività addestrative dell'aeronautica mettono in luce i reali costi umani e ambientali della militarizzazione pesante dei territori.
Sebbene ad oggi non si segnalino criticità analoghe a Birgi, il caso dell'Arizona rappresenta per noi un chiaro monito e un precedente storico irrefutabile: la servitù militare, la mancanza di trasparenza e la priorità accordata alle logiche di riarmo generano nel tempo danni irreparabili alla salute pubblica e all'ambiente.
Il valore vincolante dei principi costituzionali
Di fronte alla prospettiva di trasformare la base trapanese in un polo di addestramento NATO per caccia F-35 — velivoli strettamente connessi proprio ai programmi addestrativi della Luke AFB —, ribadiamo che la tutela del territorio non è un'opzione, ma un preciso dovere costituzionale:
* Articolo 9: La Repubblica “tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni". L'insediamento di infrastrutture impattanti a ridosso dell'inestimabile patrimonio naturalistico ed ecologico della Riserva Naturale dello Stagnone va contro le parole e i valori stabiliti dalla nostra Costituzione.
* Articolo 32: La Costituzione definisce la salute come “fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". La prevenzione dell'inquinamento idrico e del suolo da sostanze tossiche deve prevalere su qualsiasi esigenza bellica.
* Articolo 11: L'Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
I precedenti storici italiani: un monito che non possiamo ignorare.
La storia del nostro Paese ha già mostrato il prezzo pagato dalle comunità locali di fronte all'assenza di idonee verifiche ambientali sulle servitù militari. Dai poligoni sardi di Salto di Quirra e Capo Teulada — segnati da complessi contenziosi giudiziari sul disastro ambientale e sulle ricadute sanitarie per le popolazioni limitrofe — fino alle criticità storiche registrate attorno alle basi strategiche della Penisola, la militarizzazione non controllata ha sistematicamente compromesso risorse idriche, agricoltura ed ecosistemi.
La nostra battaglia di contro-informazione per scuotere le coscienze
Da sempre impegnati in prima linea per la tutela del territorio e della pace, come Circolo Enrico Berlinguer continuiamo con fermezza il nostro lavoro di contro-informazione. Il nostro obiettivo è scuotere le coscienze dei cittadini di fronte a una scelta di fondo per la Sicilia occidentale: vogliamo che questa terra rimanga un polo ecologico, culturale e turistico, custode della biodiversità dello Stagnone, o vogliamo rassegnarci a vederla convertita in una piattaforma militare nel Mediterraneo?Rinnoviamo l'invito a cittadine, cittadini e forze sociali del territorio a informarsi e a partecipare alle prossime mobilitazioni per chiedere trasparenza totale, monitoraggi ambientali preventivi e lo stop immediato all'ampliamento militare dello scalo trapanese.
Circolo "Enrico Berlinguer" — Rifondazione Comunista Marsala