A Ciavolo nasce il Gruppo Teatrale Parrocchiale “Maria SS. della Cava”: sabato 16 maggio debutta “U cori un si cumanna”
Il teatro a Ciavolo diventa comunità, incontro e partecipazione. Sta per nascere ufficialmente il Gruppo Teatrale Parrocchiale “Maria SS. della Cava”, un progetto che parte dal cuore della comunità e prende vita da un’idea semplice ma fortissima: fare teatro insieme, per stare insieme. A rendere possibile questo percorso è stato l’entusiasmo di Don Marco Laudicina, parroco della Parrocchia Maria Santissima della Cava a Ciavolo, che ha creduto fin dall’inizio nella forza aggregativa del teatro. Infatti, il progetto nasce come esperienza aperta, popolare e condivisa, capace di unire generazioni diverse attorno a una passione comune.
Una nuova esperienza di teatro a Ciavolo - Il debutto del nuovo gruppo teatrale sarà sabato 16 maggio 2026, alle ore 21:30, nell’atrio della Parrocchia Maria Santissima della Cava, a Ciavolo, dove quest’anno si è svolto anche il Presepe Vivente. In scena arriverà “U cori un si cumanna”, commedia brillante in due atti, scritta, diretta e interpretata da Enzo Amato Más e Nicola Anastasi, ovvero i Trikke e Due. Accanto a loro ci saranno ragazzi, adulti, volti nuovi e persone del posto. Molti saliranno sul palco per la prima volta. Tuttavia, proprio questa è la forza del progetto: autenticità, emozione vera e spirito di comunità.
I Trikke e Due tornano sul palco - Enzo Amato Más e Nicola Anastasi tornano sul palco con una commedia comica e non solo. La loro presenza darà ritmo, esperienza e comicità a uno spettacolo che nasce dal territorio e parla al territorio. Tuttavia, “U cori un si cumanna” non sarà soltanto una serata di risate. Sarà anche un racconto umano, costruito tra leggerezza, sentimenti, personaggi popolari e momenti capaci di toccare il pubblico. La commedia durerà circa un’ora e mezza. Sarà intensa, viva e coinvolgente. Quindi, non sarà uno spettacolo da guardare soltanto, ma da vivere.
Teatro a Ciavolo, tutto il cast in scena - Sul palco ci saranno Alessandro Gagliano, Luciana Altaserse, Enzo Amato, Nicola Anastasi, Desirè Lombardo, Vitalba Galfano, Mimmo Giacalone, Giovanna Ferreri, Gioia Oddo, Serena Caprarotta, Gabriele Zizzo e Nicolò Accardi.
Le musiche e gli effetti sonori saranno curati da Francesco Anastasi. La suggeritrice sarà Rossana Milazzo. Le scenografie saranno realizzate da Emmanuele Drago, Maurizio Zizzo e Alberto Licari. A presentare la serata sarà Don Marco Laudicina, che ha sostenuto il progetto fin dalla nascita.
“U cori un si cumanna”: risate, emozioni e vita vera - “U cori un si cumanna” è una commedia brillante in due atti. Però, dietro la comicità, custodisce qualcosa di più profondo. La storia parla della vita vera, delle famiglie, dei silenzi, delle aspettative e delle scelte che arrivano quando nessuno se le aspetta.
Gli autori, registi e interpreti, Enzo Amato e Nicola Anastasi, raccontano così il senso dello spettacolo: ci sono storie che fanno ridere, altre che fanno riflettere, e poi ci sono storie che entrano piano nel cuore delle persone. Questa commedia nasce proprio da lì. Nasce dal desiderio di raccontare famiglie vere, amici, chiacchiere di cortile, emozioni trattenute, orgoglio, amore, paure, sogni, incomprensioni e parole che spesso non si riescono a dire alle persone più care.
Una commedia popolare con il linguaggio della nostra terra - Il teatro a Ciavolo porterà in scena una storia costruita con il linguaggio della nostra terra. Il dialetto marsalese, i personaggi popolari e le situazioni riconoscibili daranno allo spettacolo un’identità forte e autentica. Dentro “U cori un si cumanna” ci sono persone che sembrano uscite dalle case, dalle famiglie e dalle strade del territorio. Per questo, mentre il pubblico riderà, potrà anche riconoscersi in una frase, in uno sguardo, in un silenzio o in un personaggio. La comicità sarà centrale. Ci saranno scene divertenti, momenti leggeri, situazioni assurde e personaggi destinati a restare nel cuore del pubblico. Tuttavia, ci saranno anche passaggi più intensi, capaci di fermare il teatro in un silenzio pieno di emozione.
Perché venire a vedere lo spettacolo - La domanda è semplice: perché venire? Perché non è solo teatro. È comunità, cuore, risate vere ed emozioni sincere. È uno di quegli eventi in cui, alla fine, si può dire: “Meno male che sono venuto”. Inoltre, sarà una serata nata dal basso, dal desiderio di stare insieme e di costruire qualcosa di bello per Ciavolo e per Marsala. Lo spettacolo farà ridere tanto. Però saprà anche toccare dentro. Infatti, la vita è così: si ride, si discute, ci si ferisce, ci si ama. Tutto insieme.
Uno spettacolo che non vuole dare lezioni - “U cori un si cumanna” non vuole dare lezioni. Vuole raccontare una storia umana. Una di quelle storie che, quando finiscono, lasciano qualcosa dentro. Forse qualcuno, alla fine dello spettacolo, si farà una domanda. Oppure guarderà in modo diverso una persona accanto a sé. Per gli autori, questo sarebbe già il risultato più bello. Enzo Amato Màs e Nicola Anastasi invitano il pubblico a teatro proprio per questo: per vivere insieme una serata fatta di risate, applausi, emozioni, leggerezza e cuore.
L’appuntamento con il teatro a Ciavolo è fissato per sabato 16 maggio 2026, alle ore 21:30, nell’atrio della Parrocchia Maria Santissima della Cava, a Ciavolo, Marsala. Con ingresso gratuito. Il luogo è lo stesso dove quest’anno si è svolto il Presepe Vivente di Ciavolo. Quindi, sarà uno spazio già familiare alla comunità, pronto ad accogliere una nuova esperienza artistica e partecipata. Per informazioni è possibile contattare il numero 392.2419114.
“U cori un si cumanna” è una commedia che farà sorridere, ridere, riflettere e, molto probabilmente, emozionare. Senza svelare nulla, gli autori lanciano un invito chiaro: certe storie non si spiegano, si vivono. Per questo, sabato 16 maggio, Ciavolo si prepara ad accogliere una serata speciale. Sul palco ci saranno persone del territorio, artisti, volti nuovi e una comunità che ha scelto di mettersi in gioco. Il debutto del Gruppo Teatrale Parrocchiale “Maria SS. della Cava” rappresenta un segnale bello e positivo. Infatti, quando il teatro unisce le persone, diventa molto più di uno spettacolo: diventa appartenenza.