Castelvetrano, il GIP del Tribunale di Marsala dispone l'archiviazione per maltrattamenti in famiglia: accuse infondate

Redazione Prima Pagina Marsala

Il Tribunale di Marsala ha disposto l'archiviazione di un complesso procedimento penale per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, rigettando l'opposizione presentata dalla persona offesa. L'ordinanza, firmata dal GIP Riccardo Alcamo in data 20 marzo 2026, ricostruisce una vicenda caratterizzata da un'altissima conflittualità coniugale e da un quadro probatorio ritenuto fragile e contraddittorio.

Il procedimento ha tratto origine dalle querele sporte dalla persona offesa contro l'ex marito, assistito dall'avv. Francesca Scaturro. La donna aveva denunciato una serie di condotte violente e vessatorie che sarebbero iniziate nel 2019, includendo episodi di percosse, minacce, privazioni economiche e abusi sessuali. Tra gli episodi più gravi contestati figuravano una presunta violenza sessuale risalente al dicembre 2021 e un trauma facciale riportato nel maggio 2025.

Le accuse non riguardavano solo la moglie, ma coinvolgevano anche le figlie minori della coppia, le quali, secondo la querelante, sarebbero state vittime di aggressioni fisiche da parte del padre.

Il Giudice ha fondato la decisione di archiviazione su diversi pilastri giuridici e di fatto, rilevando innanzitutto l'assenza degli elementi tipici del reato di maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p. Secondo il magistrato, le condotte descritte non sono apparse come una condotta abituale idonea a imporre un regime di vita vessatorio, quanto piuttosto come episodi isolati e aggressivi maturati in un contesto di estrema conflittualità tra pari.

Un punto centrale dell'ordinanza riguarda l'attendibilità della persona offesa. Il GIP ha evidenziato come la prima querela sia stata presentata solo dopo che il marito aveva a sua volta denunciato la donna per il presunto abbandono delle cure figlie e le scarse condizioni igieniche dell'abitazione. Inoltre, le dichiarazioni della donna sono state giudicate spesso frutto di una "percezione distorta della realtà" e smentite da riscontri esterni.

Il Giudice ha passato in rassegna i singoli episodi contestati, rilevandone criticità procedurali e di merito:

- l'accusa di violenza sessuale del 2021 è stata dichiarata improcedibile per tardività della querela e, nel merito, smentita da messaggi WhatsApp inviati dalla stessa p.o. alla propria psicologa, in cui non negava la consensualità dell'atto;

- molti dei referti medici prodotti per le lesioni sono risultati basati esclusivamente sulle dichiarazioni della paziente, senza riscontri oggettivi da parte dei sanitari (come lividi o segni visibili);

- le assistenti sociali che seguivano la famiglia hanno riferito di non aver mai notato segni di violenza sulle minori, smentendo così le dichiarazioni della madre;

- i figli maggiori della donna, nati da una precedente relazione, hanno descritto la madre come una persona capace di inventarsi qualsiasi cosa pur di avere ragione, riferendo di essere stati loro stessi vittime di suoi comportamenti aggressivi in passato.

Oltre alla carenza di prove, il GIP ha sottolineato il comportamento mendace e manipolatorio della donna, confermato anche dalle relazioni della comunità "Casa Rifugio Artemide", che avevano portato al suo allontanamento dalla struttura e al collocamento delle figlie in una comunità per soli minori.

Il Tribunale ha ritenuto impossibile formulare una ragionevole previsione di condanna, dichiarando l'infondatezza dei maltrattamenti e l'improcedibilità delle altre condotte per decorrenza dei termini legali per la querela.

Esprime soddisfazione per il risultato raggiunto l'avv. Francesca Scaturro, che abbiamo ascoltato ai nostri microfoni:

«Siamo estremamente soddisfatti per l'ordinanza di archiviazione emessa dal GIP di Marsala, che restituisce dignità e onore al mio assistito.

Il provvedimento conferma in modo inequivocabile quanto abbiamo sostenuto fin dall'inizio: l'assenza di qualsiasi condotta maltrattante o vessatoria. Il Giudice ha correttamente inquadrato la vicenda non come un regime di sopraffazione, ma come una situazione di forte conflittualità coniugale tra parti in posizione paritaria.

È stata fatta piena luce sulla carente attendibilità della querelante, il cui racconto è apparso spesso frutto di una percezione distorta della realtà e, in diversi passaggi, palesemente smentito dagli accertamenti tecnici e dalle testimonianze raccolte. In particolare, le accuse di violenza sessuale e di lesioni fisiche si sono rivelate del tutto infondate o prive di riscontri oggettivi nei referti medici.

Il rigetto dell'opposizione e la conseguente archiviazione mettono fine a un calunniato calvario giudiziario, riconoscendo la correttezza del comportamento del mio assistito anche nel suo ruolo di padre, nonostante i tentativi di manipolazione rilevati persino nei confronti delle figlie minori.

Giustizia è stata fatta -conclude l'avvocato- ripristinando la verità dei fatti rispetto a narrazioni di parte prive di sostegno probatorio».

Rosalba Pipitone©Riproduzione riservata