Giustizia per un orfano trapanese: la Corte d'Appello riconosce i diritti alle "Vittime del Dovere"
Una vittoria legale che parte dal cuore della Sicilia occidentale e segna un precedente fondamentale per i diritti dei familiari dei servitori dello Stato. Fabio Barone, 34enne trapanese, ha vinto la sua battaglia giudiziaria presso la Corte d’Appello di Palermo: gli spettano i benefici di legge in quanto orfano di una Vittima del Dovere, nonostante al momento del lutto fosse già economicamente autonomo.
Il caso affonda le radici nella storia di Biagio Barone, stimato militare dell’Aeronautica e padre di Fabio. Dopo una carriera spesa in missioni internazionali ad alto rischio — dai Balcani al Kosovo, fino alla Somalia e all'Albania — il militare era tornato nella sua terra, prestando servizio presso l'aeroporto di Trapani-Birgi tra il 1996 e il 2002.
Proprio all'interno degli hangar dello scalo trapanese, Barone è rimasto esposto a sostanze tossiche e cancerogene, che lo hanno condotto prematuramente alla morte all'età di 61 anni a causa di un carcinoma renale.
Nonostante il sacrificio del padre, Fabio Barone si era visto negare inizialmente l'accesso ai benefici previsti per i familiari dei caduti in servizio. Il motivo? All'età di 27 anni, quando il padre è scomparso, il giovane non era più fiscalmente a carico del genitore.
Il ricorso, partito dal Tribunale di Trapani e approdato ora con successo in Appello a Palermo, ha smontato questa interpretazione restrittiva. I giudici hanno stabilito un principio di non discriminazione: il legame di sangue e il sacrificio del genitore prevalgono sul reddito dell'orfano.
La decisione della magistratura palermitana impone ora ai Ministeri della Difesa e dell'Interno di erogare quanto dovuto al giovane trapanese: assegno vitalizio mensile di 500 euro (non reversibile); arretrati calcolati a partire dal novembre 2019; graduatoria unica nazionale, inserimento del nome di Fabio Barone tra i beneficiari delle provvidenze economiche e previdenziali.
Soddisfazione espressa dall'avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale di Barone:
"Questa sentenza è una vittoria di civiltà. Confidiamo che il Ministro Crosetto dia seguito immediato alla decisione, superando letture discriminatorie e restituendo dignità alla memoria di chi ha servito lo Stato fino all'ultimo."