Atterrati a Trapani-Birgi i militari evacuati da Ali Al Salem. L'aeroporto si conferma punto strategico

Redazione Prima Pagina Marsala

L'aeroporto militare di Trapani-Birgi torna a essere il baricentro delle operazioni di difesa nazionale. Poco prima di mezzogiorno, un C-130 dell'Aeronautica Militare è atterrato sulla pista siciliana trasportando un gruppo di militari italiani di rientro dal Kuwait. Si tratta di parte dei 239 uomini in servizio presso la base di Ali Al Salem che, alla fine dello scorso febbraio, è finita nel mirino di un massiccio attacco missilistico. Le esplosioni hanno gravemente danneggiato gli alloggi e gli hangar che ospitavano i caccia Eurofighter Typhoon — gli stessi che costituiscono il cuore operativo del 37° Stormo di Birgi — costringendo il personale a ripararsi nei bunker per giorni prima di poter organizzare il rientro forzato.

L'arrivo dei militari, tra cui diversi siciliani, sottolinea ancora una volta la funzione di hub logistico e di supporto che lo scalo trapanese riveste nelle crisi internazionali. Sede del 37° Stormo e base operativa della NATO, Birgi non è nuova a scenari di tale portata. Fin dalla sua fondazione nel 1961, la base è stata protagonista in tutti i momenti critici del Mediterraneo: dalle tensioni con la Libia nel 1986 e nel 1992, fino al ruolo di primo piano assunto nel 2011 durante l'intervento internazionale contro il regime di Gheddafi. Oggi, con il conflitto mediorientale che lambisce gli assetti italiani, l'aeroporto ha innalzato il proprio livello operativo a "intermedio", intensificando l'attività radar e la sorveglianza dello spazio aereo.

Il futuro dello scalo punta però a un salto di qualità ancora più ambizioso. È già stato annunciato il progetto per trasformare Birgi in un polo internazionale di addestramento d'eccellenza per i piloti di F-35, l'unico di questo genere previsto fuori dal territorio degli Stati Uniti. Questo piano di potenziamento comporterà significativi investimenti infrastrutturali, tra cui l'ampliamento delle aree di volo, la probabile costruzione di una nuova pista e la realizzazione di nuovi alloggi per ospitare oltre 400 persone. Una trasformazione che conferma come Trapani sia destinata a rimanere una delle pedine più importanti sulla scacchiera della difesa globale.