L'adesione di Gandolfo al progetto di Patti scuote gli equilibri politici: centrodestra in stallo alla messicana

Redazione Prima Pagina Marsala

Il panorama politico marsalese vive ore di fibrillazione estrema, segnate da un lato da un immobilismo tattico paralizzante -e imbarazzante, osiamo dire- nel centrodestra e, dall'altro, da un dinamismo improvviso che sta ridisegnando i confini dell'area progressista e moderata. In questa ottica, la nota stampa di Michele Gandolfo non va vista come un opportunistico cambio di casacca, ma come il sintomo di un travaso di forze che potrebbe isolare ulteriormente i poli rimasti al palo.

Mentre il fronte opposto inizia a compattarsi, il centrodestra marsalese resta prigioniero di un dualismo che appare sempre più logorante. Lo stallo alla messicana del presidente del Consiglio Enzo Sturiano e il deputato regionale Stefano Pellegrino ha prodotto una fase che rischia di trasformarsi in una palude elettorale.

Questa paralisi non è figlia di una divergenza programmatica, bensì di una gestione del potere e degli spazi di rappresentanza che fatica a trovare una sintesi. La mancata indicazione di un candidato unitario o di una direzione chiara sta lasciando spazio a fughe in avanti e malumori interni, prosciugando l'entusiasmo della base. Più il tempo passa senza un segnale di fumo bianco, più il centrodestra appare come un gigante dai piedi d'argilla, incapace di reagire alle manovre di Andreana Patti che, al contrario, sta capitalizzando il tempo a disposizione per aggregare i delusi e gli indecisi.

La dichiarazione di Michele Gandolfo segna una svolta significativa, soprattutto per il tempismo e per il peso specifico del movimento che rappresenta. Il passaggio dal sostegno a Nicola Fici al progetto di Andreana Patti viene presentato come una scelta di visione strategica, ma porta con sé diverse chiavi di lettura critiche.

Gandolfo utilizza parole forti come competenza tecnica e rinnovamento, cercando di nobilitare un cambio di rotta che, agli occhi dell'elettorato più smaliziato, potrebbe apparire come un disconoscimento del percorso fatto fino a ieri con Fici. Il riferimento agli interessi di Marsala non messi al centro del dibattito suona come una bocciatura indiretta della coalizione lasciata, un modo per giustificare il salto verso la Patti senza rinnegare formalmente il passato, ma spostando l'asse dell'opportunità politica verso un progetto che viene definito naturale punto di convergenza.

L'adesione di Gandolfo rafforza sensibilmente Andreana Patti, conferendole quel profilo di "Patto per la Città" che mescola forze progressiste e moderate, svuotando di fatto il centro del campo avversario. Tuttavia, resta da vedere come questa eterogeneità verrà gestita in fase di stesura del programma definitivo e se la base del movimento di Gandolfo accoglierà con lo stesso coraggio un cambio di leadership così repentino.

La nota integrale diffusa agli organi di stampa:

Dopo un’attenta disamina della fase politica in atto, il movimento civico da me rappresentato ha deciso di aderire al progetto di Andreana Patti.

La scelta nasce dalla volontà di offrire alla città una proposta di governo solida, fondata sulla competenza tecnica e su una visione strategica di lungo periodo. Nelle ultime settimane gli interessi di Marsala non sono stati messi al centro del dibattito politico e, con l’avvicinarsi delle elezioni, pur non rinnegando il percorso fin qui compiuto, diventa necessario compiere una scelta coraggiosa, lontana dai personalismi e orientata esclusivamente al bene della comunità.

Il programma della candidata sindaca Andreana Patti, che si sta costruendo attraverso l’ascolto del territorio, rappresenta un punto di convergenza naturale per il movimento da me coordinato. 

Il metodo di lavoro e il percorso di rinnovamento politico espressi dal progetto civico di Andreana Patti, sostenuto da forze progressiste, riformiste e moderate, costituiscono la base di un vero e proprio Patto per la Città, al quale intendiamo dare il nostro fattivo contributo.