Josephine Despagne e l'eredità Pellegrino: un secolo di eccellenza tra Marsala e la Francia

Redazione Prima Pagina Marsala

Il fascino senza tempo delle Cantine Pellegrino si intreccia indissolubilmente con la figura carismatica di Josephine Despagne, una donna che ha saputo sfidare le convenzioni della sua epoca. All'interno del complesso espositivo delle storiche cantine siciliane, l'Archivio Ingham-Whitaker custodisce una testimonianza documentaria inestimabile, che racconta non solo le rotte commerciali e l'egemonia navale dell'Ottocento, ma anche l'incontro fortuito tra due grandi tradizioni vinicole: quella bordolese e quella siciliana. In questo scenario, Marsala emerge come protagonista di una storia imprenditoriale florida, dove la nobiltà d'animo si fonde con la visione lungimirante di una famiglia che ha fatto del vino la propria missione.

Le radici di questo racconto affondano nell'arrivo in Sicilia di Oscar Pierre Despagne, esperto enotecnico del Sauternais e noto liquorista. Nato in un villaggio vicino a Bordeaux, Oscar si trasferì a Marsala con l'intera famiglia nel 1895 per offrire le proprie consulenze alle cantine dell'isola. Sua figlia Josephine, nata il 18 maggio 1871 e all'epoca ventiquattrenne, divenne il simbolo di questa integrazione perfetta. L'incontro con Carlo Pellegrino, figlio del notaio Paolo che aveva fondato l'azienda nel 1880, fu immediato: i due si innamorarono, dando vita a un'unione da cui nacquero quattro figli e una solida dinastia del vino.

La vera svolta avvenne nel 1933 quando Josephine, rimasta vedova, scelse di non restare confinata al ruolo domestico tipico del tempo. Prese con fermezza le redini dell'azienda insieme al figlio Paolo (detto Paul), dimostrando doti manageriali non comuni e disegnando per la cantina un futuro radioso. Josephine si distinse per un rapporto intimo e confidenziale con i propri dipendenti, dei quali annotava scrupolosamente necessità e richieste su piccoli fogli, un approccio umano che ancora oggi caratterizza la filosofia della famiglia Pellegrino verso i collaboratori. Fu lei, con un sapiente mix di competenza e gentilezza, a guidare la "C. Pellegrino & C." verso l'affermazione nei mercati nazionali e internazionali, arrivando fino agli Stati Uniti e all'Australia.

Donna poliedrica e dal carisma magnetico, Josephine amava la pittura, la lettura e il giardinaggio. Trasformò la grande villa liberty di via Del Fante in un luogo di accoglienza totale per la "Grande Famille", la sua famiglia allargata che includeva figli, nipoti, amici e dipendenti. Qui, il suo linguaggio unico — un affascinante intreccio di francese, italiano e siciliano — faceva da cornice a una cucina capace di fondere la raffinatezza d'oltralpe con i sapori intensi della Sicilia. Sebbene tornasse spesso in Francia per mantenere i legami con la terra d'origine, era il ritorno nell'isola, accolto dal profumo dei fiori di zagara, a rapirle ogni volta il cuore.

Oggi, a oltre 150 anni dalla sua nascita, le Cantine Pellegrino celebrano questa "liaison intellectuelle" con una creazione speciale: "La Grande Famille", un nuovo spumante Brut Metodo Classico. Proprio come Josephine, anche questo vino è un connubio di mondi diversi: nasce da uve 100% Chardonnay, vitigno francese per eccellenza, coltivate però nel cuore della Sicilia. Si tratta di un vino dal colore giallo tenue con riflessi verdognoli e un perlage finissimo. Al naso rivela sentori di lievito e crosta di pane, mentre in bocca si presenta pieno ed equilibrato con un finale gradevolmente acidulo.

Questa produzione a tiratura limitata, disponibile presso il Wine Shop di Marsala e online, si affianca alle altre eccellenze della sesta generazione, come il Pantelleria Bianco “Isesi” 2023 o il Grillo Superiore “Gazzerotta Senaria”. Il vertice della produzione resta il Marsala Vergine Riserva “N°018 Single Barrel” 2005, ma è nel nuovo spumante dedicato a Josephine che rivive l'eleganza di una pioniera che, fino alla sua scomparsa nel 1959, ha saputo farsi amare da tutti per la sua straordinaria dedizione.