Marsala al voto tra piazze divise e una strana calma; ora la parola al responso delle urne

Redazione Prima Pagina Marsala

Cala il sipario sulla campagna elettorale a Marsala, con la città che si appresta a votare nelle giornate di domenica 24 e lunedì 25 maggio. Si chiude così una stagione politica vissuta decisamente sottotono. Nonostante qualche inevitabile frecciatina incrociata, il confronto si è mantenuto entro i binari della civiltà e del rispetto democratico. Considerando lo spessore e la caratura dei quattro candidati in lizza, l'opinione pubblica si sarebbe legittimamente aspettata qualche "scintilla" in più, mentre l'atmosfera generale è rimasta fin troppo ovattata.

A fotografare la frammentazione di questa vigilia è stata anche la scelta delle piazze per i comizi finali, con i candidati che hanno evitato la tradizionale e simbolica piazza Loggia per rifugiarsi ognuno nei propri spazi di riferimento.

Massimo Grillo, sindaco uscente e grande favorito della vigilia per la riconferma, ha scelto piazza Mameli per rivendicare l'azione della sua amministrazione. Consapevole delle insidie legate alla tenuta della sua coalizione, Grillo si trova a gestire anche la complessa variabile del voto disgiunto, lanciando un appello agli elettori affinché scelgano la sua figura al di là delle preferenze destinate ai consiglieri comunali.

Sul fronte opposto, Andreana Patti ha chiuso la sua corsa a Porta Nuova. Nel corso di queste settimane la candidata ha fatto ampio sfoggio delle sue competenze tecniche e programmatiche, cercando di accreditarsi come l'alternativa solida alla guida della macchina amministrativa.

Discorso diverso per Leonardo Curatolo, il quale ha impostato gran parte della sua comunicazione sul racconto della propria storia personale e del proprio vissuto. Una narrazione intima e accattivante che però mostra un limite evidente: la pur rispettabile esperienza di vita non può bastare da sola quando si tratta di dimostrare la capacità di amministrare un territorio complesso come Marsala.

La vera sorpresa di questa tornata è stata Giulia Adamo. Entrata nella competizione elettorale con un netto ritardo cronologico e nel contesto di un centrodestra profondamente spaccato, l'outsider ha sparigliato le carte in tavola. Nonostante il poco tempo a disposizione, Adamo ha saputo imporre il ritmo del dibattito, presentandosi con un programma organico e concreto. I veri interventi politici di spessore, capaci di toccare i punti nevralgici dello sviluppo cittadino, sono arrivati proprio da lei, che ha chiuso la campagna elettorale davanti al comitato di via Crispi.

Ora la parola passa definitivamente ai cittadini, chiamati a scegliere se dare continuità al progetto di Grillo o premiare una delle alternative in campo.