Papania: riprende il processo a Marsala ma la Procura di Trapani chiede nuovo processo per Papania e altri 11
Riprende il processo del filone marsalese a carico dell'ex senatore Antonino Papania che, ricordiamo, risponde dell'accusa di voto di scambio politico-mafioso in un procedimento (Eirene) che si celebra al Tribunale di Trapani, mentre nel filone marsalese, l'ipotesi di reato che vede imputati al Tribunale di Marsala l’ex senatore alcamese Antonino Papania, Angelo Rocca -uno dei suoi più stretti collaboratori- e Manfredi Vitello, vice presidente del Ce.si.fo.p, uno degli Enti di Formazione coinvolti, è corruzione elettorale.
Dopo la richiesta di ulteriore proroga da parte dei periti incaricati a trascrivere le intercettazioni, in settimana è prevista udienza al Tribunale di Marsala per l'audizione dei tre periti. Ne avevamo parlato qui:
https://www.primapaginamarsala.it/processo-papania...
Tuttavia, il cerchio della Procura di Trapani sulla gestione dei fondi europei per la formazione professionale si chiude con una nuova richiesta di rinvio a giudizio. I magistrati hanno formalizzato l’istanza per l’ex senatore Nino Papania e altri 11 indagati, coinvolgendo nel procedimento anche tre enti per responsabilità amministrativa. Il vaglio è ora nelle mani del Gup Samuele Corso, che ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo febbraio.
L’indagine, nata da una ramificazione dell’inchiesta della Procura Europea (Eppo) e poi radicatasi per competenza a Trapani, punta a scardinare quello che gli inquirenti definiscono un collaudato sistema di drenaggio di denaro pubblico. Al centro del fascicolo, un ammontare di oltre 8 milioni di euro che, secondo l’accusa, sarebbero stati distratti dalle finalità didattiche per alimentare arricchimenti personali e, soprattutto, la struttura del movimento politico “Via”, creatura elettorale fondata da Papania nel 2020.
Si tratta di una indagine istruita dalla Procura Europea di Palermo e transitata per una parte alla competenza della Procura di Trapani. I reati in generale contestati sono quelli dell'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla malversazione, riciclaggio, autoriciclaggio, voto di scambio.
Il reato di associazione a delinquere è contestato a Nino Papania, Ignazio Chianetta (responsabile Via Marsala, noto allenatore di calcio), Angelo Rocca (dirigente Mpa e Via), Filippo Tilotta, Manfredi Vitello, Mario Castelli e Davide Piccichè (autista dell'ex senatore).
Papania, Rocca, Tilotta e Vitello rispondono anche di truffa e malversazione.
Papania, Rocca e Daniele Liotta di voto di scambio.
Castelli anche di riciclaggio come Piccichè e Cinzia Filippi.
Autoriclaggio per Papania, Rocca, Antonia Pirrone, Anna Maiorana, Alessandro Manuguerra.
Le indagini della Guardia di Finanza avrebbero documentato come il flusso di denaro venisse "ripulito" attraverso un dedalo di incarichi fittizi e consulenze per prestazioni mai avvenute. Il capitolo più delicato riguarda però il voto di scambio, contestato a Papania, Rocca e Daniele Liotta, in relazione al presunto utilizzo delle risorse e delle assunzioni negli enti per orientare le preferenze elettorali, con particolare riferimento alle Regionali del 2022.
Sotto la lente della magistratura sono finiti anche tre organismi di formazione: Cesifop, Ires e l’associazione Tai. Per loro è stata chiesta la citazione per responsabilità amministrativa (ex d.lgs. 231/2001). Il Cesifop, in particolare, viene descritto dagli inquirenti come il "cuore pulsante" del sistema, utilizzato come ammortizzatore clientelare per assunzioni strumentali e fidelizzazione politica sul territorio.
Per Papania si tratta dell’ennesimo fronte giudiziario: l’ex parlamentare si trova infatti già ai domiciliari nell'ambito di un'altra inchiesta per voto di scambio politico-mafioso. Questa nuova richiesta di rinvio a giudizio aggrava ulteriormente una posizione processuale già complessa, delineando un orizzonte di accuse che spaziano dai reati contro la pubblica amministrazione a quelli contro l'ordine pubblico.