Parità di genere all’Ars, Licari (PD): "Ritardo sul recepimento della Legge Delrio è aberrante e intenzionale"
L'esponente provinciale del Partito Democratico avv. Giovannella Licari denuncia con forza il persistente stallo dell'Assemblea Regionale Siciliana riguardo al recepimento della Legge Delrio, accusando le istituzioni di un ritardo intenzionale che mira a posticipare l'obbligo del 40% di rappresentanza femminile nelle giunte comunali a dopo le prossime amministrative. Secondo Licari, l'utilizzo dello Statuto Speciale come scudo per rallentare il superamento di dinamiche patriarcali è inaccettabile, specialmente a fronte di un fronte femminile parlamentare compatto e trasversale che chiede coraggio e trasparenza attraverso il voto palese. Licari sottolinea come la democrazia paritaria non sia una concessione o una questione di quote, ma una necessità per scardinare giunte monocolore maschili e garantire il rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza, troppo spesso ignorati in favore di riforme superflue.
La nota inviata agli organi di stampa:
Il ritardo intenzionale del Parlamento siciliano nel votare (e auspico nell’approvare) il recepimento del comma 137 dell’articolo 1 della legge n. 56 del 2014, la cosiddetta “Legge Delrio”, che prevede la presenza delle donne al 40% nelle Giunte dei comuni con più di 15mila abitanti, è a dir poco aberrante.
E dire che questa volta la necessita di riequilibrare i generi non è solo appannaggio delle donne di sinistra (come spesso leggo in giro). Tutte le donne all’Ars, indipendentemente dal colore politico, lo stanno chiedendo a gran voce. Chiedendo all’Ars anche di assumere un atto di coraggio, che sicuramente non è il “voto segreto”.
Invece no, si rinvia da seduta a seduta e da settimana a settimana. Anche l’uragano Harry (che poteva anche starsene a casa sua) ha messo il suo zampino nel far rinviare la seduta per l’approvazione. Una serie di discussioni e situazioni che, mannaggia, vogliono far slittare tutto a dopo le prossime amministrative in primavera, cosi che magari, pensa qualcuno, abbiamo ancora un altro po’ di tempo per rivedere il recepimento della legge, e chissà magari queste donne ci ripensano!!
La Sicilia può essere fanalino di coda nel recepimento di norme che parlano di parità, ma non lo sono le siciliane, anzi non più. E se con la scusa dello Statuto Speciale si palesa un movente per ritardare il retrocedere del patriarcato (qualcuno storcerà il naso dicendo che non c’entra nulla il patriarcato, e lo dobbiamo spolverare solo quando c’é un fatto di cronaca, di violenza di genere, o ancora peggio di femminicidio), allora ben venga il voto palese, cosi possiamo tutti guardarci in faccia e assumerci le nostre responsabilità. E magari domani, noi siciliane sapremo come e chi votare alle prossime tornate elettorali.
E se, come ho letto da qualche parte, tale manovra non porterà più donne alla politica, e anche vero pero che gli equilibri all’interno dei partiti cambieranno. Non stiamo chiedendo né quote rosa, ne accoppiate politiche vincenti per le elezioni, ne vogliamo mettere i sindaci in difficoltà nello scegliere le loro giunte, non sia mai! Però del disagio al contrario ne vogliamo parlarne? Giunte composte da soli uomini, con al massino una rappresentanza femminile, e magari con delega alle politiche sociali (le altre deleghe sono troppo impegnative!!). Non dovremmo indignarci quando parliamo di questo tipo di democrazia non paritaria, e non ugualitaria, e “specialmente” applicata alla Sicilia, allo stesso modo di come ci indigniamo quado parliamo di patriarcato?
Sarebbe opportuno impegnarci di più nel far rispettare i dettami che già abitano nella nostra Costituzione, di democrazia e uguaglianza, anziché insistere su riforme di cui la nostra Costituzione non necessita!
Giovannella Licari