Provincia di Trapani, il Presidente del Libero Consorzio Quinci analizza il voto

Redazione Prima Pagina Marsala

Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ha diffuso una lettera aperta per commentare i risultati delle ultime elezioni amministrative nell'isola. Secondo Quinci, il dato elettorale evidenzia la netta affermazione di un civismo autentico e autonomo, capace di esprimere una classe dirigente radicata nei territori e slegata dalle vecchie liturgie di partito. Questo sistema civico, basato sul pragmatismo e sulla credibilità degli amministratori locali, non si pone in contrasto con i partiti tradizionali, ma punta a superarne le crisi e le contraddizioni strutturali. L'obiettivo futuro è fare rete dal basso, affrontando la questione morale e imponendo una nuova agenda politica in vista delle prossime elezioni regionali.

La nota diffusa agli organi di stampa:

Il dato elettorale delle recenti Amministrative siciliane conferma una tendenza che sta progressivamente assumendo i caratteri di un orientamento elettorale sempre più marcato ed utile ad aprire nuovi spunti di riflessione. Emerge, con forza, un nuovo Civismo: autonomo, che propone in nuce una classe dirigente espressione dei territori. Oltre che nuovo è un Civismo vero, autentico, che all'accusa di trasversalismo oppone la legittima contaminazione delle idee; che alle alchimie politiche risponde con solide basi pragmatiche e programmatiche; che rispetta i partiti e le forze politiche ma non facendosi dettare la linea ed ancor meno mettendosi al servizio di giochi elettorali che hanno avuto, nel tempo, la funzione di nascondere la crisi profonda ed ormai radicata del sistema partitico. 

Si tratta di un Civismo con una sua carta d'identità, legittimato non soltanto dai voti, sempre importanti in una democrazia, ma soprattutto dalla credibilità dei suoi rappresentanti: un fiume carsico che sta emergendo con mitezza ma anche con grande determinazione. Civismo che accoglie al suo interno amministratori locali che hanno costruito la loro base di consenso attraverso il contatto diretto e quotidiano con i cittadini. Civismo che gli ha consentito di proporre un'azione di governo riferita alle priorità delle loro Città, dei loro territori. Azione libera da logiche di appartenenza che rischiavano di svilire e marginalizzare l'esigenza di un cambiamento radicale nelle pratiche politiche e di governo, con Amministratori che hanno fatto da apripista a questa nuova fase. Non è un Civismo contro. Contro i partiti, per essere chiari. 

Al contrario, può essere uno strumento per liberarli dalle loro contraddizioni, da logiche ormai superate e che i cittadini-elettori respingono con la protesta o con l'indifferenza, che rischia, però, di farli precipitare in un inutile qualunquismo. E' un Civismo che ha un percorso di formazione e di crescita che viaggia ad una velocità e con un passo più spedito delle liturgie di partito. Sa cos'è il compromesso ma non lo sceglie al ribasso. Conosce la mediazione ma intende tradurla in trattative virtuose e non di potere. Va dunque considerato come una risorsa politica, meglio una novità politica, che va difesa dalle scorciatoie e dai populismi di qualsiasi colore e dimensione. Deve essere organizzato, ma con nuove forme di aggregazione, senza scimmiottare quel che c'è già stato e che non serve. 

Avrà bisogno di una rete capillare di rapporti e di collaborazioni, costruita dal basso. In sintesi: un sistema civico, con regole condivise, unito su un costrutto culturale e sulla capacità di progettare e pianificare. Un sistema civico vero che può fare da ricostituente per la politica e non certo un mezzo per produrre nicchie di anti-politica, che va contrastata e vinta. Un Civismo di servizio che può rappresentare un valore aggiunto, più che mai in Sicilia, per affrontare, ancora una volta, la Questione Morale. Può farlo con successo perché può contare su amministratori e personalità che portano come garanzia la loro storia personale e pubblica. 

Un sistema civico, infine, che potrà dire la sua alle prossime Regionali, non per fare concorrenza ai partiti, non per entrare nelle mere dinamiche elettorali, ma per poter scrivere ed in qualche modo imporre una nuova agenda politica e di governo.

Il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci