Safina (PD): “Saline di Trapani e Paceco, tutela ambientale e lavoro devono convivere”
Questa mattina ho partecipato alla commissione congiunta Terza e Quarta, Attività produttive e Territorio e Ambiente, per affrontare le gravi criticità causate dal maltempo alle saline di Paceco, Misiliscemi, Trapani e Marsala. È stato un confronto serio e concreto, dal quale è emersa con chiarezza una verità che non possiamo più ignorare: la tutela della riserva e le attività economiche che vi insistono non sono in contrapposizione, ma devono convivere e rafforzarsi reciprocamente.
Lo afferma Dario Safina, deputato regionale del Partito Democratico.
Le saline - prosegue Safina - non sono un elemento estraneo alla natura, ma il frutto di un’antica e sapiente attività umana. Il connubio tra habitat naturale e attività antropiche rappresenta un valore da difendere e sostenere, non un problema da rimuovere. Per questo abbiamo ribadito con forza che la tutela delle saline deve passare dal pieno riconoscimento dell’attività di coltivazione del sale, inquadrandola finalmente come attività agricola.
Nel corso della seduta, anche alla luce delle osservazioni avanzate dagli operatori economici e dall’ente gestore della riserva intervenuti, è stata sottolineata l’urgenza di un quadro normativo chiaro.
È indispensabile - aggiunge Safina - che il PTR, il Piano territoriale regionale, fornisca indicazioni precise su come tutelare le saline. Occorre sollecitare il governo regionale affinché questo strumento venga predisposto al più presto e tenga conto di un habitat straordinario che si estende fino allo Stagnone di Marsala.
Infine, Safina richiama la necessità di una visione di lungo periodo: Accanto agli interventi straordinari e urgenti, indispensabili per salvaguardare la produzione e le infrastrutture colpite dal maltempo, dobbiamo avviare studi e progettazioni mirate. È il momento di programmare lavori strutturali capaci di proteggere le saline dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Solo così potremo garantire un futuro a questo patrimonio ambientale, culturale ed economico della nostra Sicilia