Lilibeo: archeologia tra Bisanzio e Islam, riaffiora il mosaico della casa della Venatio

Al via gli scavi a Capo Boeo con il CSIC di Granada per svelare i segreti della città medievale

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
13 Maggio 2026 14:17
Lilibeo: archeologia tra Bisanzio e Islam, riaffiora il mosaico della casa della Venatio

Una nuova stagione di ricerche archeologiche è stata avviata dal Parco di Lilibeo nel settore tra la chiesa di San Giovanni e viale Isonzo, grazie a due iniziative congiunte, che si svolgeranno in contemporanea durante i mesi di maggio e giugno.

Si tratta della prima campagna di scavi condotta dalla Escuela de Estudios Árabes, Consejo Superior Investigaciones Cíentificas (EEA CSIC) di Granada nell’ambito del progetto di ricerca “Da Lilibeo a Marsala: archeologia dei paesaggi urbani tra epoca bizantina, islamica e normanna”, in virtù di un accordo di collaborazione scientifica tra il Parco e il prestigioso Istituto di ricerca spagnolo, e della ‘riscoperta’ della casa della Venatio, cosiddetta per il mosaico con scena di caccia ivi rinvenuto nel 1972, obliterato nel corso dei decenni ma mai dimenticato.

Il progetto del CSIC di Granada, diretto da Angelo Castrorao Barba con la collaborazione scientifica di Filippo Pisciotta e di Roberto Miccichè, infatti, dopo un attento studio preliminare dei materiali provenienti dagli scavi condotti nell’area demaniale di Capo Boeo (futuro Parco) negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, ha individuato come area di maggiore interesse proprio quella limitrofa alla casa della Venatio, contesto che ha restituito una consistente fase bizantina (fine VII - inizi VIII secolo d.C.) oltre ad alcuni reperti di seconda metà X - inizi XI secolo. Le indagini archeologiche, condotte in questo settore del Parco non distante dall’ipotetico tracciato delle fortificazioni medievali, mirano, dunque, a individuare un momento cruciale e ancora inedito della storia della città, che vide importanti trasformazioni, con distruzioni e mutamenti di destinazione d’uso degli spazi urbani e il cambio del nome della città da Lilybaeum in Marsa Alì.

L’altra iniziativa di scavo, condotta dalla direzione del Parco con la funzionaria archeologa Maria Grazia Griffo e la collaborazione della Società Cooperativa ArcheOfficina, mira a rimettere in luce la casa tardo romana, solo in parte scavata nel 1972, che riveste un particolare interesse a motivo dei pregevoli pavimenti musivi.

“Mi sembra importante che la ripresa delle attività di scavo nell’area di Capo Boeo –– afferma la direttrice Anna Occhipinti –– sia il frutto di una ricerca mirata e di un progetto articolato, grazie alla collaborazione con la Escuela di Granada ma anche in continuità rispetto alla storia di questo Parco. Oggi si concretizza il desiderio di Maria Luisa Famà, la prima direttrice, di rimettere in luce la casa della Venatio”.

“Le importanti sinergie istituzionali – dice l’assessore Francesco Scarpinato – consentono, ancora una volta, lo studio e l’approfondimento del patrimonio culturale che costituisce l’identità più preziosa del nostro territorio, di cui Lilibeo Marsala è un significativo esempio, non a caso citata come caso studio nei progetti di ricerca”.

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