Sicurezza e lavoro nero: raffica di sospensioni nei cantieri del territorio di Trapani

Redazione Prima Pagina Marsala

Le operazioni dei Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo contro l'irregolarità nell'edilizia hanno colpito duramente diverse attività tra le province di Trapani, Palermo e Agrigento. L'operazione mirata ha portato al controllo ispettivo di trenta diverse realtà imprenditoriali, svelando uno scenario preoccupante sul fronte del rispetto delle normative vigenti. Nel territorio della provincia di Trapani, i militari hanno concentrato i propri sforzi nei comuni di Erice, San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo e Castelvetrano, dove le verifiche hanno evidenziato numerose criticità sia sotto il profilo contrattuale che quello della sicurezza sul campo.

Il bilancio complessivo degli interventi descrive una situazione di diffusa illegalità che ha costretto le autorità a disporre la sospensione immediata per undici aziende. Le sanzioni pecuniarie sollevate dai reparti specializzati dell'Arma sono ingenti, con ammende che sfiorano gli 84 mila euro a cui si sommano sanzioni amministrative per altri 71 mila euro, superando così una cifra totale di 150 mila euro di multe.

Particolarmente critico appare il dato relativo all'occupazione, dato che su settantatré operai identificati durante i sopralluoghi, ben diciannove sono risultati impiegati senza il pieno rispetto delle condizioni contrattuali previste dalla legge. A questi si aggiungono sette lavoratori trovati completamente in nero, privi di qualsiasi tutela assicurativa o previdenziale. Oltre alle irregolarità burocratiche, i Carabinieri hanno contestato gravissime mancanze in materia di incolumità pubblica, rilevando l'assenza di sorveglianza sanitaria e la mancata formazione professionale dei lavoratori, elementi fondamentali per prevenire gli infortuni in un settore ad alto rischio come quello edile.

Le ispezioni tecniche hanno poi portato alla luce una serie di omissioni logistiche e strutturali che mettevano a rischio la vita stessa degli operai. In diversi siti è stata accertata la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale e l'assenza di addetti qualificati per la gestione delle emergenze di primo soccorso e antincendio. Le violazioni hanno riguardato anche l'allestimento dei cantieri, dove sono stati riscontrati ponteggi non conformi, quadri elettrici pericolosi e una viabilità di sicurezza interna quasi inesistente. Infine, la documentazione obbligatoria è risultata spesso incompleta o del tutto assente, confermando una gestione opaca che ha portato al blocco immediato dei lavori per oltre un terzo delle imprese controllate.