Stabilizzazione ASU, Giambona: a rischio default 59 comuni siciliani

Redazione Prima Pagina Marsala

“In Sicilia ci sono 59 comuni che rischiano seriamente una crisi economico-finanziaria a causa di una evidente sperequazione nei contributi per la stabilizzazione degli ASU”. Lo dichiara Mario Giambona, deputato regionale e vice capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana.

“Attualmente - spiega Giambona - i comuni che stanno procedendo oggi alla stabilizzazione dei lavoratori ASU ricevono un contributo che si aggira mediamente intorno ai 20 mila euro l’anno per tutta la carriera lavorativa. Al contrario, i comuni che hanno stabilizzato in passato ricevono, o hanno ricevuto, risorse fino a un massimo di 35 mila euro complessivi, pari a 7 mila euro l’anno per cinque anni. Una differenza enorme e ingiustificabile”.

“Questa situazione - aggiunge - rischia di mandare in tilt i bilanci comunali, già messi a dura prova dai tagli alle risorse e dall’aumento generalizzato dei prezzi, con conseguenze dirette sulla gestione dei servizi essenziali ai cittadini”.

“Per queste ragioni - continua il deputato dem - oggi, in Commissione Affari Istituzionali, ho chiesto un’audizione di confronto con gli assessorati competenti e con le organizzazioni sindacali. È emerso un quadro inquietante: molti comuni hanno ormai esaurito il quinquennio di contributi e, da ora in avanti, dovranno sostenere integralmente e da soli il costo del personale”.

“Il tema è duplice - sottolinea Giambona - da un lato c’è una questione di sostenibilità economica, dall’altro un tema di pari opportunità per lavoratori appartenenti alla stessa categoria. Chi è partito prima è stato di fatto penalizzato, mentre chi stabilizza oggi beneficia di un sostegno nettamente superiore”.

“È indispensabile - conclude - avviare un’azione politica e istituzionale che porti a una armonizzazione degli interventi, così da garantire equità di trattamento e pari condizioni a tutti i comuni siciliani, evitando nuove crisi finanziarie e tutelando allo stesso tempo i diritti dei lavoratori”.