Madres, ciak nel trapanese per il corto sulle madri di persone con disabilità

Il racconto senza filtri girato in luoghi iconici della provincia

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
25 Giugno 2026 10:14
Madres, ciak nel trapanese per il corto sulle madri di persone con disabilità

Il cretto di Burri a Gibellina, a simboleggiare l’isolamento che spesso accompagna il dolore ma anche la capacità di trasformarlo in bellezza; il Santuario di Selinunte dedicato a Demetra, simbolo di maternità e fertilità; i pontili di roccia protesi sul mare di Marausa, ad indicare il fluire della vita, tra equilibri e la ricerca incessante di nuove possibilità.

Sono solo alcuni dei luoghi iconici della provincia di Trapani che hanno fatto da set al cortometraggio “Madres” diretto da Giacomo Bonagiuso. Un’opera ancora in fase di lavorazione che si appresta già a diventare un riferimento nel racconto della maternità di figli con disabilità.

Protagoniste del corto sono infatti sei madri - ed una sorella- di persone con disabilità, che senza filtri - aiutate dalla sensibilità del regista, che le ha preparate attraverso un laboratorio teatrale dedicato – raccontano il loro vissuto e la loro quotidianità fatti di ferite e dubbi, sfide e conquiste, fatica ma anche amore silenzioso.

Smettere di essere invisibili agli occhi della società è il loro più grande desiderio. Non per ottenere compassione, ma per far conoscere una realtà senza retorica- in cui l'obiettivo dell'inclusione sociale e l'attuazione piena dei diritti devono fare i conti con barriere culturali e strutturali, cavilli burocratici e la fragilità del sistema di sostegno- che chiede attenzione dalle istituzioni e dalla società tutta.

Il corto- le cui riprese si sono concluse il 24 giugno- è stato sviluppato non solo in chiave sociale, ma anche in chiave artistica, in modo da non far leva sul tema della disabilità come stigma o come “problema”- confinando tutto il significato alla mera denuncia sociale- ma sulla narrazione di momenti chiave – dalla gravidanza al parto, dalla difficoltà quotidiane alla solitudine, dalla vita comune alle sfide epocali, dal mondo sanitario locale a quello nazionale, dai viaggi della speranza alle risposte ricevute a muso duro, dalla vita associativa e relazionale all’angoscia del “dopo di noi” – che possano, in chiave allegorica, metaforica, o provocatoria, interrogare e richiamare tutti ad una responsabilità condivisa che non transiti però dal pietismo.

Non a caso il regista ha scelto deliberatamente luoghi di bellezza e meraviglia quali set del corto.

“Perché, a dispetto dei loro vissuti di sofferenza, dubbi e fatiche- dichiara il regista Giacomo Bonagiuso- tutte le madri che ho incontrato hanno custodito uno sguardo di meraviglia nei confronti della vita. Dietro le continue ricerche di cure e terapie, dietro le difficoltà quotidiane e le inevitabili lacerazioni che accompagnano certi percorsi, ho trovato donne capaci di riconoscere la bellezza, l'incanto e la gioia che i propri figli rappresentano”.

“Spesso la disabilità viene raccontata soltanto come un problema- conclude Bonagiuso - Lo sanno bene queste madri, che molte volte si sono sentite giudicate, quasi fossero colpevoli di aver messo al mondo qualcuno che non corrisponde alle aspettative della società. Guardate attraverso il filtro della commiserazione, che dopo poco diventa spesso distanza ed indifferenza da chi non vive certe situazioni da vicino. Attraverso questo corto ho voluto ribaltare quello sguardo, cercando di raccontare la meraviglia che continua ad esistere anche quando la vita ci mette alla prova. Nessuna persona è un problema: ogni persona può avere un problema, ma resta innanzitutto una persona. Questi figli continuano a essere la gioia dei loro genitori. Forse siamo noi, come comunità, ad essere rimasti indietro non avendolo ancora compreso”.

Il cortometraggio Madres- attualmente in fase di lavorazione- vuole essere dunque un racconto che sceglie la forza dell'arte, dell'allegoria e della metafora per superare ogni forma di pietismo e restituire dignità, complessità e umanità alle persone e alle loro storie.

Il cortometraggio sarà realizzato grazie al patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Trapani.

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