Prevenzione nutrizionale all'Ars: Pellegrino e Vitrano firmano la risoluzione

L'obiettivo è inserire stabilmente il biologo nutrizionista nel Servizio Sanitario

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
24 Settembre 2026 12:07
Prevenzione nutrizionale all'Ars: Pellegrino e Vitrano firmano la risoluzione

All'attività della VI Commissione Sanità dell'Assemblea Regionale Siciliana c'è una nuova proposta incentrata sulla prevenzione e sulla salute pubblica. È stata infatti depositata una risoluzione, firmata dal deputato regionale Stefano Pellegrino insieme al collega Gaspare Vitrano, finalizzata a rafforzare i controlli nutrizionali e a introdurre la figura del biologo nutrizionista all'interno delle dotazioni organiche del Servizio Sanitario Regionale.

Il provvedimento nasce da un’analisi approfondita dei dati epidemiologici rilevati sul territorio siciliano. La situazione fotografa un quadro allarmante: circa il 44% degli adulti in Sicilia risulta in sovrappeso o obeso, mentre l'eccesso ponderale interessa il 33,9% dei bambini. A questo si contrappone il fenomeno opposto ma ugualmente grave della malnutrizione per difetto, spesso sottodiagnosticata, che colpisce fino al 30% dei pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere. Tali criticità comportano un impatto economico stimato in oltre 1,6 miliardi di euro l'anno per le casse della sanità regionale.

«La malnutrizione, per eccesso o per difetto, è una delle principali voci di spesa evitabile per la nostra sanità», sottolinea il deputato Stefano Pellegrino nel documento presentato.

Il testo depositato in Commissione impegna formalmente il governo regionale e l’assessore competente alla Salute a strutturare un Piano mirato alla prevenzione nutrizionale. Tra le azioni richieste figurano programmi specifici di educazione alimentare, la promozione della Dieta Mediterranea e l'attivazione sistematica dello screening nutrizionale per i pazienti al momento dell'ingresso nei presidi ospedalieri.

«Serve un cambio di passo: il biologo nutrizionista deve entrare stabilmente nelle équipe sanitarie, non essere una presenza episodica», evidenzia l'esponente regionalista, rimarcando come un simile investimento economico ridotto, pari a circa 2 o 3 euro per paziente, possa garantire una drastica riduzione delle complicanze, dei tassi di mortalità e della durata delle degenze. «Solo così potremo garantire una presa in carico precoce ed efficace dei pazienti a rischio», conclude Pellegrino.

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