Trapani, Stefano Luciani si insedia come Procuratore aggiunto

L'arrivo del nuovo aggiunto riporta a Trapani una figura di coordinamento che era vacante da tempo

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
16 Gennaio 2026 17:14
Trapani, Stefano Luciani si insedia come Procuratore aggiunto

L’insediamento di Stefano Luciani come nuovo procuratore aggiunto di Trapani segna un punto di svolta fondamentale per un ufficio giudiziario che ha attraversato quello che il procuratore capo Gabriele Paci ha definito senza mezzi termini un annus horribilis. 

La cerimonia, svoltasi nell'aula del tribunale presieduta dalla Presidente del Tribunale di Trapani Alessandra Camassa, ha formalizzato l'arrivo di un magistrato romano di 53 anni con un'esperienza ultraventennale, maturata in prima linea tra le inchieste di Caltanissetta e la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. La sua nomina è destinata a dare respiro a una Procura che ha dovuto operare con una carenza di organico vicina al 63%, una situazione di emergenza che ha messo a dura prova la tenuta delle indagini sul territorio.

Il profilo di Luciani, tracciato durante l'insediamento da colleghi illustri come Lia Sava e Sergio Lari, è quello di un inquirente purista, profondamente ancorato alla cultura della prova e alla verifica dei fatti. La sua fama professionale è legata indissolubilmente alla riapertura delle indagini sulla strage di via D’Amelio. 

Fu proprio Luciani, lavorando sui verbali di Gaspare Spatuzza, a scardinare il colossale depistaggio che per anni aveva protetto i veri responsabili dell'omicidio di Paolo Borsellino. Il procuratore Paci ha voluto sottolineare con forza come la capacità di Luciani di analizzare con freddezza le carte processuali sia l'unico antidoto efficace contro gli equivoci e le suggestioni che troppo spesso inquinano i processi di mafia.

L'arrivo del nuovo aggiunto riporta a Trapani una figura di coordinamento che era vacante da tempo, garantendo una direzione tecnica solida ai sostituti procuratori presenti in aula, tra cui i vertici delle procure di Agrigento e Marsala, Giovanni Di Leo e Fernando Asaro. Luciani porta con sé la rara capacità di leggere i fenomeni criminali complessi senza farsi influenzare da teoremi precostituiti, un metodo di lavoro che lo ha reso uno dei pm più rispettati nel panorama nazionale. 

Con il suo insediamento, lo Stato tenta di normalizzare l'attività investigativa in una provincia che richiede una presenza costante e un rigore analitico fuori dal comune per tradurre i sospetti in prove reggenti davanti ai giudici.

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